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Settanta anni fa l’eccidio di Celano, Paris e Berardicurti trucidati perchè difendevano il loro lavoro

Redazione Attualità di Redazione Attualità
30 Aprile 2020
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Celano. C’era il lavoro e la voglia di tutelarlo dietro le lotte contadine che da giorni animavano Celano. Tutti erano lì a difendere la loro dignità e il loro pane per poter dare un futuro alla famiglia che stavano costruendo e al territorio. Celano era al centro di questa battaglia che vedeva centinaia di contadini in prima fila. Gente semplice, umile, che credeva nei valori veri della vita.

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Era il 30 aprile quando il sangue macchiò per sempre Celano e le lotte contadine. Da giorni si discuteva animatamente tra i braccianti del Fucino sui turni di lavoro. Erano ore concitate, la tensione era alle stelle e le autorità comunali e i rappresentati del Partito comunista e delle parti sociali continuavano a discutere senza trovare una soluzione in merito. Piazza IV Novembre era piena di celanesi e marsicani che aspettavano di sapere chi sarebbero stati i primi chiamati a lavorare nei campi. Improvvisamente la sera accadde qualcosa di inspiegabile.

I carabinieri spararono sulla folla e Agostino Paris e Antonio Berardicurti morirono in quella stessa piazza dove aspettavano di conoscere i loro turni di lavoro. Lì dove erano andati pieni di speranze per il futuro, lì dove speravano di trovare buone notizie da riferire alle loro famiglie, lì dove sognavano insieme a tanti altri un lavoro che gli avrebbe permesso di portare a casa il pane per i loro congiunti.

Avevano rispettivamente 45 e 35 anni. Paris, socialista, era atteso a casa dai suoi 4 figli, mentre Berardicurti dalla moglie e dalla figli di appena di due anni. Quei colpi che li raggiunsero, sparati da punti strategici della piazza e i fascisti attesero il segnale dei carabinieri per aprire il fuoco, segnarono un’epoca e un’intera generazione di agricoltori che continuò a lottare per vedersi riconosciuti quei diritti che ad Antonio e Agostino costarono la vita.

Loro 70 anni fa morirono per un diritto che ancora oggi è al centro dei dibattiti politici e sociali in tutta Italia: il lavoro.

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