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Sentenza ospedale di Tagliacozzo, Costantini (Idv) attacca Chiodi e la Regione

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
5 Settembre 2012
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Taglaicozzo. “Le chiacchiere sul riordino della sanita’ in Abruzzo sono quelle che Chiodi ed i suoi hanno raccontato ieri. Mentre i fatti sono quelli resi noti da poco da alcuni organi di informazione”. E’ quanto afferma in un comunicato il capogruppo Idv in Regione, Carlo Costantini in riferimento alla decisione della terza sezione del Consiglio di Stato che ha stabilito che l’ospedale di Tagliacozzo e il prontosoccorso non possono essere chiusi o ridimensionati. “E tra le chiacchiere di Chiodi ed i fatti si riscontra, ad ogni occasione, un vero e proprio abisso”, continua Costantini, “la storia del Pronto Soccorso di Tagliacozzo è la fotografia migliore degli ultimi 4 anni di gestione della sanità, da parte di Chiodi, che vale la pena raccontare. La legge dice che Chiodi deve riconvertire l’Ospedale di Tagliacozzo e Chiodi, invece, lo chiude. Troppo complicato”, ironizza, “mettersi a studiare cosa deve restare in funzione per garantire il diritto alla salute dei cittadini e cosa, invece, può essere trasferito altrove: meglio chiudere tutto. E Chiodi ci mette addirittura i lucchetti. Cittadini, Comitati ed Associazioni protestano, non ottengono nulla, ricorrono al TAR e stravincono, come era logico e prevedibile”. Secondo Costantini, “per Chiodi le parole “chiudere” e “riconvertire” sono sinonimi; ma il TAR gli ricorda che non è così’, soprattutto quando è in discussione la presenza di un Pronto Soccorso, dal quale può dipendere la salvezza di vite umane”. “A questo punto”, aggiunge, “un amministratore pubblico normale, che vuole perseverare nelle proprie scelte, cosa fa? Modifica con legge regionale il Piano sanitario, lo adegua al proprio modello organizzativo, mette in equilibrio le esigenze di risanamento dei conti con il diritto costituzionale dei cittadini abruzzesi alla salute e riparte. Ma Chiodi non è un amministratore normale; preferisce la navigazione a vista, quella che ti consente di virare e di cambiare rotta in ogni momento, rispetto a quella che, invece, rende preventivamente noti i tuoi obiettivi e misurabili le tue capacità e ti vincola ad andare in una determinata direzione. Si rivolge a Berlusconi, ancora in carica, e gli chiede di trasfondere i propri atti amministrativi di riorganizzazione della sanità in Abruzzo, appena annullati dai Tribunali, in legge dello Stato. Berlusconi – in assoluto il più bravo al mondo ad eludere le sentenze dei Giudici con leggine ad hoc – si muove nel suo campo e lo accontenta, inaugurando una nuova stagione; una stagione nella quale chi avrà la forza di far riprodurre da una legge ciò che un Tribunale ha annullato, sarà di fatto sottratto al sindacato del Giudice, completamente libero di fare quello che gli pare. In pratica la legge, non solo quella penale, non è più uguale per nessuno. E’ il mese di luglio 2011 ed un decreto legge del Governo Berlusconi approva, di fatto, la chiusura dell’Ospedale di Tagliacozzo e del suo Pronto Soccorso. Chiodi esulta, solo in parte consapevole di quello che sta accadendo. Esulta anche perché le chiusure a tappeto di servizi, di ospedali, in pratica lo smantellamento dell’assistenza sanitaria regionale portano il sistema alla bancarotta sicura, ma solo dopo qualche anno, mentre nel brevissimo termine producono numeri che sembrano darti ragione. E questo è esattamente quello che interessa a Chiodi ed a generazioni intere di politici che lo hanno preceduto ed hanno ridotto il paese nelle condizioni in cui si trova. Non esultano, invece, i Cittadini, i Comitati e le Associazioni, che ricorrono al Giudice ancora una volta. E vincono ancora una volta. Anche se il loro bersaglio non è più il solo atto amministrativo di Chiodi, ma addirittura una legge dello Stato, vincono di nuovo. Il Consiglio di Stato – che per fortuna di Chiodi non può dargli le pagelle – prima rimette gli atti alla Corte Costituzionale, interrogandosi sulla possibilità che un atto amministrativo annullato possa resuscitare in una legge dello Stato. E poi – caso davvero non frequente – se ne frega di Chiodi, di Berlusconi e dei loro trucchi e, nell’attesa che la Corte Costituzionale si pronunci, riapre il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Tagliacozzo. L’ho raccontata, con tutti i limiti della sintesi, la storia recente dell’Ospedale di Tagliacozzo, perché la considero la rappresentazione migliore e più autentica di quello che è accaduto in Abruzzo negli ultimi anni. Una storia che consente anche di leggere il futuro e di capire perché, tra qualche anno, il popolo abruzzese si ritroverà con centinaia di milioni di euro di debiti da pagare per la mobilità passiva e costretto a prendere il treno o l’aereo anche per farsi una cataratta. Chiodi, però, nel frattempo sarà altrove”.

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