Sante Marie. Il 20 gennaio 1944 rimane una data indelebile nella memoria del popolo santemariano. In una giornata di sole, dodici caccia bombardieri anglo-americani colpirono il paese, causando 32 vittime, tra cui numerosi sfollati provenienti da Avezzano. L’attacco mirava a interrompere le comunicazioni con Roma, danneggiando la galleria ferroviaria di Colli di Monte Bove e la strada nazionale Tiburtina Valeria.
Il Sindaco Lorenzo Berardinetti ha ricordato con emozione quell’evento, riportando le parole del compianto Arsene Catini, che descrive la scena drammatica di esplosioni, polvere, macerie e cittadini in cerca dei propri cari. Tra le abitazioni distrutte figurano il palazzo di Serafino Rossi e molte case nel quartiere “Palatera”, dove si registrarono le perdite più gravi.
Le testimonianze riportano anche la reazione immediata dei cittadini e dei pochi tedeschi presenti nel paese, e l’aiuto del parroco don Enrico Penna e del medico condotto dott. Benedetto Bucceri, che prestò i primi soccorsi ai feriti. Tra le vittime vi furono 13 bambini sotto i dieci anni, tra cui un neonato di tre mesi.
Il Sindaco Berardinetti ha voluto sottolineare come il ricordo di questa tragedia sia fondamentale per le giovani generazioni, evidenziando anche la vicinanza e la solidarietà che giunsero dal Santo Padre Pio XII, il quale inviò il 16 febbraio 1944 un sussidio di 3000 lire e la sua benedizione al parroco don Domenico Berardinetti per le famiglie colpite dal bombardamento.
La celebrazione del ricordo diventa così non solo un omaggio alle vittime, ma anche un monito sulla memoria storica e sull’importanza della pace, consolidando l’identità e la resilienza della comunità santemariana.








