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“Salvini parla di Luco dei Marsi, ma qui i lavoratori stranieri non soppiantano i locali”, l’attacco del sindaco De Rosa

Francesca Trinchini di Francesca Trinchini
25 Giugno 2020
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Luco dei Marsi. “Impegnato ad Avezzano nell’ennesima campagna elettorale, l’unica attività rilevante nella sua storia recente come in quella più remota, Salvini, il commediante padano, diventa per l’occasione il commediante “patano” e si permette di infilare, tra le varie castronerie “uso propaganda”, niente meno che il nome di Luco dei Marsi”. Ad affermarlo in una nota è il sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa.

“Ho ascoltato le dichiarazioni deliranti del rappresentante leghista” continua De Rosa “che, con ammirevole sprezzo del ridicolo e mancando nuovamente l’occasione di tacere per evitare l’ennesima figuraccia, sciorina in ordine sparso i soliti triti slogan tra “nuovi schiavi”, spacciatori, “preponderanza di stranieri a scapito degli italiani”, la solita filastrocca sui “problemi reali”, gli sberleffi ai contestatori presenti, fino al punto in cui afferma: “Sennò alla fine noi abruzzesi rischiamo di diventare stranieri in casa nostra…“. Noi abruzzesi, ha detto. L’ha detto veramente”.

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“Oltre a qualche nozione di geografia sull’Abruzzo, che si sarà fatto dare in vista della trasferta, il Salvini avrebbe fatto bene a studiare numeri, storia e cronaca del nostro territorio” prosegue il sindaco di Luco dei Marsi. “Si sarebbe forse astenuto da qualche infelice uscita, cosa che non ha fatto, dando credito a qualche frustrato referente locale in cerca di attenzioni (che pur di compiacere il padrone non esita a sputare sul nostro territorio). E avrebbe scoperto che i dati sulle presenze degli stranieri nel mio paese, che guido con orgoglio, sono noti e pubblici, in pari proporzione con i centri omologhi, e non c’è schiavitù perché i nostri imprenditori, generalmente, sono persone serie, e le istituzioni sane vigilano, sul rispetto dei doveri da parte di tutti, operai, imprenditori e cittadini in genere, di qualunque nazionalità siano, senza perder tempo in propagande. E ci sta, come ovunque, che vi sia qualche elemento che vive di illegalità, ma a quelli ci pensano le forze dell’ordine e la legge, che rispettiamo sempre, e non i pistoleri. E che qui non solo i lavoratori stranieri non soppiantano “a tradimento” i locali, ma addirittura gli imprenditori se li sono andati a riprendere a casa loro, con voli dedicati e facendo i salti mortali, in tempo di Covid, per ottenere le autorizzazioni. E che al netto delle normali difficoltà, qui come altrove nel mondo, nei processi di integrazione e coabitazione, le uniche occasioni in cui si sono verificate situazioni drammatiche si sono avute quando qualcuno, affine a lui e alla sua politichetta da due soldi (…ed evito facili battute), ha strumentalizzato e fomentato divisioni per puro “uso elettorale”, cosa che forse qualcuno, magari lo stesso che ha offerto il nostro bel paese a questa becera propaganda, vorrebbe ripetere” continua De Rosa.

“E saprebbe che gli abruzzesi, e i luchesi, che non sono Salvini, possono essere stati arrabbiati, in qualche tempo, come tanti cittadini d’Italia, per tanti motivi, ma hanno buona memoria, e sana e robusta costituzione morale. A lui e agli aspiranti politicanti al suo seguito servono riflettori. A noi servono persone serie e soluzioni, cosa diversa dagli slogan, perché abbiamo problemi cronici e nuovi da affrontare, dal lavoro alla sanità ai trasporti e oltre, un’emergenza Covid ancora incombente, come tutte le sue conseguenze. E il suo quarto d’ora di celebrità, in questa terra, è finito. Buon rientro a casa tua, signor Salvini” conclude il sindaco di Luco.

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