Avezzano. Revenge porn, video intimi alla madre dell’ex, ma la prova non regge: assolto.
Si è concluso ieri, davanti al tribunale di Avezzano, il processo a carico di un giovane del posto accusato di aver inviato materiale video a contenuto sessualmente esplicito alla madre della sua ex fidanzata. Il giudice per l’udienza preliminare Mario Cervellino ha assolto l’imputato con la formula prevista dall’articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale. In sostanza il giudice per l’udienza preliminare ha ritenuto non raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio. Ciò è necessario per una condanna.
La vicenda risale al periodo successivo alla fine di una relazione sentimentale tra due giovani di Avezzano. Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe trasmesso alla madre della ragazza alcuni video intimi che ritraevano la coppia durante la relazione, dando origine a un procedimento penale per i profili di rilevanza legati alla diffusione di materiale privato.
Nel corso dell’udienza, la difesa ha contestato la ricostruzione dei fatti sostenendo l’assenza di elementi certi idonei a dimostrare la responsabilità penale dell’imputato nei termini contestati. Al centro del dibattimento vi sono stati gli aspetti probatori relativi all’effettivo invio del materiale, alle modalità con cui sarebbe avvenuto e alla riconducibilità certa della condotta all’imputato.
Il giudice, al termine della camera di consiglio, come riporta Il Centro, ha pronunciato la sentenza di assoluzione ai sensi dell’articolo 530, secondo comma, formula che viene adottata quando il fatto non risulta sufficientemente provato, pur senza escluderne in assoluto la possibilità. Una decisione che chiude il procedimento sul piano penale, lasciando sullo sfondo una vicenda personale e familiare particolarmente delicata.
Il caso aveva destato attenzione per la natura dei fatti contestati e per le ricadute umane che una simile vicenda può avere sulle persone coinvolte. Con la sentenza pronunciata ieri, il tribunale ha ritenuto che il quadro probatorio non fosse tale da sostenere una condanna, disponendo l’assoluzione dell’imputato. Il revenge porn nasce quasi sempre dalla rottura di una relazione affettiva, quando uno dei due ex partner, spinto da rabbia, gelosia o desiderio di rivalsa, diffonde senza consenso immagini o video intimi condivisi in un contesto di fiducia, trasformando l’intimità in uno strumento di offesa e umiliazione.








