Avezzano. Una raffica di denunce concentrate in poche ore ha acceso i riflettori su un nuovo fronte delle truffe digitali che sta colpendo i liberi professionisti del territorio. Secondo quanto riportato da Il Centro, nella mattinata di ieri sei professionisti di Avezzano si sono rivolti al commissariato cittadino dopo aver scoperto che i propri profili social erano stati violati e utilizzati per tentativi di raggiro ai danni dei clienti.
Nel mirino soprattutto ingegneri e avvocati. Gli autori dell’attacco, una volta entrati in possesso delle credenziali di accesso a piattaforme come LinkedIn, Facebook e Instagram, hanno sfruttato l’identità digitale dei professionisti per inviare messaggi diretti a tutta la rete di contatti. Il contenuto era sempre lo stesso: richieste di pagamenti urgenti su nuovi Iban, giustificate da presunte fatture insolute, saldi da completare o anticipi per incarichi mai conferiti.
La modalità di intrusione segue uno schema ormai collaudato nel cybercrime. Tutto parte da comunicazioni ingannevoli, email o messaggi che simulano segnalazioni di violazioni del copyright o richieste di verifica dell’account, attraverso le quali le vittime vengono indotte a inserire le proprie credenziali. Ottenuto l’accesso, i truffatori estromettono i titolari legittimi e prendono il pieno controllo dei profili, trasformando la rubrica dei contatti in un vero e proprio “asset” da sfruttare.
Il danno, in questi casi, non è solo economico. Per i professionisti coinvolti il rischio maggiore è quello reputazionale: clienti e contatti, ricevendo richieste di denaro apparentemente autentiche, possono dubitare dell’affidabilità del mittente, con conseguenze dirette sull’immagine e sulla fiducia costruita nel tempo.
Il commissariato di Avezzano, dopo aver raccolto le segnalazioni e riscontrato la serialità degli episodi, ha attivato le procedure investigative sui sistemi informatici utilizzati per gli attacchi. Le prime verifiche farebbero pensare a operazioni riconducibili a gruppi criminali operanti dall’estero, circostanza che rende le indagini più complesse e richiede il ricorso a strumenti come la rogatoria internazionale per l’acquisizione di atti e prove fuori dall’Unione europea.
Il fenomeno, secondo le prime stime, non sarebbe isolato: nelle ultime ore sarebbero stati migliaia i tentativi di truffa messi in atto con lo stesso meccanismo, a conferma di una strategia organizzata e su larga scala che impone massima attenzione e una gestione sempre più strutturata della sicurezza digitale, soprattutto per chi utilizza i social come canale professionale.








