Avezzano. Dopo quasi dieci anni di indagini e udienze, la lunga vicenda giudiziaria sugli appalti pubblici “pilotati” in Marsica si avvia a un punto definitivo. L’udienza preliminare di ieri, celebrata davanti al gup del Tribunale di Avezzano, ha confermato il rinvio a giudizio di due soli imputati: l’ex vicesindaco di Canistro Paolo Di Pietro e il geometra aquilano Antonio Ranieri, entrambi accusati di corruzione.
Per Gianfranco Tedeschi, ex presidente del Consorzio Acquedottistico Marsicano (Cam) e sindaco di Cerchio, i reati contestati si sono estinti per prescrizione. Tutti gli altri indagati sono stati prosciolti. Con questa decisione, l’impianto accusatorio che all’inizio aveva scosso non solo la Marsica ma anche altre zone del centro Abruzzo si è sostanzialmente ridimensionato.
L’inchiesta, partita nel 2017, aveva portato il gip di Avezzano a emettere sette misure cautelari nei confronti di figure tra amministratori pubblici, imprenditori e professionisti locali. Tra gli arrestati figuravano l’ex ad del Cam Giuseppe Venturini, l’allora sindaco di Casacanditella Giuseppe D’Angelo, il costruttore Emiliano Pompa, e altri soggetti coinvolti in presunti scambi di denaro e favori per l’assegnazione di lavori pubblici.
Secondo la ricostruzione dei pm, una somma di circa 20mila euro sarebbe transitata da Sergio Giancaterino a una società riconducibile a Tedeschi, in cambio di agevolazioni su alcuni appalti. Tuttavia, la prescrizione ha estinto i reati a carico dell’ex presidente del Cam, e la gran parte delle accuse – tra cui turbativa d’asta, falso in atto pubblico e rivelazione di segreto d’ufficio – non ha trovato conferma in aula.
Assolti anche alcuni familiari degli indagati, come Giuseppe Ruggeri, figlio di Antonio, e Andrea Tedeschi, figlio di Gianfranco, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Gli avvocati difensori, tra cui Leonardo Casciere e Domenicantonio Angeloni, hanno espresso soddisfazione per l’esito favorevole dei loro clienti.
Con il rinvio a giudizio di Di Pietro e Ranieri, il processo entrerà ora nella fase dibattimentale, mentre per gli altri soggetti coinvolti l’inchiesta si chiude tra proscioglimenti e prescrizioni, mettendo un punto a una delle vicende giudiziarie più complesse degli ultimi anni in Abruzzo.








