Pescara. Dure critiche dal Partito Democratico alle esternazioni social del consigliere comunale della Lega di Roseto, Luigi Felicioni. Il segretario regionale del PD, Daniele Marinelli, insieme ai parlamentari Michele Fina e Luciano D’Alfonso, chiede una presa di posizione chiara e immediata da parte della Lega, a livello regionale e nazionale.
“Le parole pronunciate dall’esponente della Lega di Roseto sono gravissime e inaccettabili. Siamo di fronte a un livello di degrado istituzionale e civile che non può essere derubricato a “sfogo” o a opinione personale. Invocare pallottole e “pulizia” non è libertà di pensiero: è barbarie verbale che legittima la violenza e avvelena il clima democratico”, dichiarano Marinelli, Fina e D’Alfonso.
Gli esponenti Dem sottolineano come i recenti fatti di Torino debbano essere condannati senza esitazioni: “I fatti di Torino sono stati violenti e vanno condannati senza alcun tentennamento. La solidarietà alle forze dell’ordine aggredite è piena e convinta, così come è doveroso garantire sicurezza a tutti i cittadini. Ma proprio per questo la risposta deve essere più Stato, non meno Stato. Più legalità, non giustizia sommaria. Più rispetto delle istituzioni, non linguaggio da linciaggio”.
Nel mirino anche il linguaggio utilizzato da chi ricopre ruoli pubblici. “Chi ha incarichi istituzionali ha il dovere di misurare le parole, perché le parole pesano. Alimentare l’idea che “sparare” sia una soluzione significa scardinare i principi fondamentali dello Stato di diritto, di cui si è rappresentanti sempre, e che costituisce il patrimonio più prezioso della nostra democrazia”, affermano.
Secondo il PD, “nel nostro ordinamento non esiste vendetta, esiste la giustizia. Non esiste la violenza come risposta, esiste la legge”. E aggiungono: “I diritti e le garanzie non sono un favore ai delinquenti, ma la tutela di tutti i cittadini contro l’arbitrio. Mettere sullo stesso piano lo Stato di diritto e la brutalità significa non aver compreso, o voler smantellare, le basi della convivenza civile”.
Da qui l’appello conclusivo: “Attendiamo che la Lega e la destra tutta, a livello regionale e nazionale, prendano le distanze in modo chiaro e inequivocabile da dichiarazioni di questo tipo. Il silenzio o l’ambiguità possono diventare una forma di complicità politica e culturale”.








