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Palazzina esplosa in centro a Carsoli, partono i lavori dopo un anno e mezzo

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
26 Ottobre 2013
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Carsoli. A distanza di un anno e mezzo partono i lavori di ristrutturazione della palazzina di via Garibaldi interessata da un violenta esplosione causata da una fuga di gas. Il fatto avvenne nel cuore della notte del 14 febbraio del 2012, quando improvvisamente un appartamento posto al piano terreno venne interessato da una forte deflagrazione. Ci furono feriti anche in modo grave, ma per fortuna nessuna vittima. Tutte le famiglie dovettero lasciare subito l’intera palazzina ubicata nel centro cittadino di Carsoli, in adiacenza al Campo Sportivo. Il fabbricato dunque venne dichiarato inagibile, e da allora sono iniziati tutti gli iter e le verifiche tecniche di stabilità per l’eventuale ristrutturazione che è iniziata proprio in questi giorni.Esplosione-Carsoli-palazzina
I primi interventi consistono nella demolizione del solaio tra il piano terreno ed il secondo piano ove ebbe luogo l’esplosione, mentre la stabilità dell’intero edificio non ha subito danni, ma serviranno importanti lavori per i danni che si sono verificati di conseguenza agli altri appartamenti ed ai luoghi comuni condominiali. Una esperienza bruttissima per quelle famiglie, che ha sicuramente lasciato il segno, ed ora lo stabile è stato dissequestrato e riconsegnato quindi ai proprietari. Tra la varie procedure ci saranno dunque ancora molti aspetti da chiarire in ambito legale e giudiziario, ma quello che è importante è che i lavori siano iniziati con l’auspicio che al piu’ presto le famiglie interessate possano tornare nelle loro case o comunque disporre di questa proprietà.
E nel caso di questa palazzina oltre al danno c’è stata anche la beffa. Dopo aver subito infatti questo disastro i proprietari hanno infatti dovuto pagare l’Imu come seconda casa, pur essendo gravati da ingenti spese e ratei di affitto per gli appartamenti di fortuna trovati in quella emergenza. L’unico beneficio è stato lo “sconto” se cosi si può chiamare del 50% che però è previsto dalla legge e non è stata di certo una “concessione”. (d.i.)

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