Tagliacozzo. Oltre il filo spinato, il Giusto tra le nazioni don Gaetano Tantalo che salvò una famiglia ebrea.
Una storia che nel giorno della memoria è respiro e luce, la storia di come un semplice prete riuscì a salvare vite e proteggere il prossimo dalla furia nazista. Giusto tra le nazioni, eternamente simbolo di pace, eternamente simbolo di vita.
Un uomo che nel Giorno della Memoria è faro di speranza, la speranza che mai più possa accadere quello che già è accaduto, uno sterminio insensato che ha segnato per sempre la storia dell’umanità. “Chi salva una vita, salva il mondo intero”.
Nel mezzo di uno dei capitoli più bui della storia europea, tra leggi razziali, deportazioni e la sistematica persecuzione degli ebrei, don Gaetano scelse di non voltarsi dall’altra parte.
Don Gaetano Tantalo, era il parroco di Altolaterra, a Tagliacozzo, ed era originario di Villavallelonga. Nato nel 1905, Don Gaetano diventò sacerdote nel 1930, prima a Antrosano e poi ad Altolaterra. La sua vita avrebbe potuto scorrere tranquilla tra le mura della parrocchia, ma la storia gli chiese di agire. Quando la famiglia Orvieto-Pacifici, ebrei romani, si trovò improvvisamente braccata dalla furia nazista, fu proprio Don Gaetano a offrire loro un rifugio sicuro.
Dal settembre 1943 al giugno 1944, nove membri della famiglia: Mario Pacifici, Gilda, Enrico Orvieto, Giuditta e i loro tre figli, trovarono protezione nella casa parrocchiale di Altolaterra.
Qui vissero nascosti, sempre sotto la costante minaccia dei soldati tedeschi stanziati a Tagliacozzo. Don Gaetano, con discrezione e silenzio, organizzò il loro sostentamento, spesso con l’aiuto della comunità locale, e seppe mantenere l’equilibrio tra prudenza e coraggio.
Il suo eroismo stava nel silenzio attivo, nel dare rifugio e protezione quando ogni gesto poteva costargli la vita. Tre stanze della casa parrocchiale bastarono a contenere la vita sospesa di nove persone, protette da chi aveva scelto di resistere nella propria umanità.
Don Gaetano si spese anche per i cittadini di Tagliacozzo, rischiando due volte la propria vita per salvare uomini arrestati dai nazisti, e la sua riconoscenza fu profonda e immediata, anche se breve: morì a soli 42 anni a causa di problemi respiratori acutizzati dalle fatiche della guerra. Nel 1995 fu proclamato Venerabile e riconosciuto Giusto tra le Nazioni.
La storia di Don Gaetano Tantalo è un esempio luminoso: una dimostrazione che, anche tra gli orrori più indicibili, l’amore per la vita umana può prevalere sul terrore e sulla sopraffazione. È la storia di un uomo che, con coraggio silenzioso, ha dimostrato che salvare vite è sempre possibile, anche quando sembra impossibile.








