Avezzano. Ad Avezzano le aperture di nuove attività superano di 5 volte le chiusure. Dati complessivi del SUAP. Carmine Silvagni, presidente commissione attività produttive: “I numeri non hanno ideologia. Aperti al lavoro con mondi produttivi per il piano di marketing urbano”
Alla fine, come spesso accade, a rimettere ordine nel dibattito non sono le dichiarazioni roboanti né le ombre gettate ad arte, ma i numeri. E i numeri del SUAP (sportello unico delle attività produttive) parlano chiaro. Anzi, chiarissimo. Nel periodo compreso tra il 2024 e il 2025, le aperture di attività economiche in città superano nettamente le chiusure.
Il report c’era. E diceva già tutto
Il Comune, tramite il consigliere Carmine Silvagni, presidente della commissione attività produttive, aveva diffuso da tempo il report SUAP prendendo a riferimento alcune attività campione, quelle che ogni anno vengono utilizzate come parametro per misurare la vitalità economica del territorio. Dati ufficiali e accessibili. Numeri che descrivevano già una crescita consistente dei bed and breakfast (ben 16 aperti nel 2025), di parrucchieri ed estetisti ( 40 aperture contro 17 cessazioni) ma più in generale raccontavano di una certa dinamicità con 91 attività aperte contro 26 chiuse nello stesso anno: il 2025.
Ma ora il SUAP, anche per la richiesta di accesso agli atti di un consigliere di minoranza, ha reso noto il dato di tutte le attività del biennio.
La realtà? Aperture contro chiusure: 890 a 144
Ora che i dati complessivi sono sul tavolo, il quadro è inequivocabile. “Prendendo ad esame tutti i numeri SUAP del 2024 e 2025, le pratiche di apertura risultano 890, mentre le cessazioni si fermano a 144. Un rapporto che non lascia spazio a interpretazioni fantasiose. A queste si aggiungono subentri, modifiche, trasformazioni: segni evidenti di un tessuto economico che si muove, cambia, investe”.
La tabella riassume le varie attività che passano per il Suap tra cui quelle commerciali: negozi al dettaglio, attività su aree pubbliche (mercati), commercio elettronico (se con sede fisica); artigianali: acconciatori, estetisti, tatuaggi, produzione di beni (es. falegnamerie, pastifici); dell’industria: attività manifatturiere in generale; servizi: ristorazione, alberghi, servizi alla persona, servizi finanziari, telecomunicazioni, consulenza, pulizie; Agricoltura: produzione, trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli; turismo: alberghi, agriturismi, B&B.
Quanto ai trend, particolarmente dinamici, oltre ai già citati B&B sono le attività legate ai servizi, alla somministrazione di alimenti e quelle collegate al mondo digitale, come l’e-commerce.
Il commento
Nel commento, Silvagni centra il punto: i numeri sono una base, non un punto di arrivo. Il lavoro vero si fa con i mondi vivi della città, con i commercianti, con le associazioni, con chi ogni giorno tiene alzata la serranda. Ed è significativo che molte di queste realtà abbiano già dato disponibilità al confronto per il nuovo piano di marketing urbano, chiamato a disegnare le strategie di attrattività della città nei prossimi 20-25 anni. Programmazione, non slogan. “Abbiamo condiviso con diverse associazioni di tenere il momento di confronto sul Piano Marketing dopo le feste per non convocare riunioni nel periodo di massima attività dei negozi. Deve essere chiaro a tutti – evidenzia Silvagni – che l’attività di marketing non coincide con la comunicazione, né con la pura e semplice pubblicità ma parte dall’analisi dello scenario, dai punti di forza e di debolezza. Guarda una città non con gli occhi dell’ideologia ma con lo sguardo attento dei trend, dei numeri. Perché punta ad un percorso che non sia di corto respiro ma aiuti la città ad evolvere, il centro a ridisegnarsi in modo consapevole e affianchi il nuovo piano urbanistico: il PUC”.
“La storia recente lo dimostra – conclude Silvagni – Avezzano cresce, si trasforma, sperimenta. I numeri del SUAP non sono un’opinione, ma una fotografia ufficiale. E raccontano una città più dinamica di quanto qualcuno voglia far credere. Come in ogni centro urbano ci sono tanti temi da affrontare e sfide da cogliere, compresi i cambiamenti di abitudini nel commercio e negli stili di vita. Un obiettivo al quale lavorare ancora nel presente e per il futuro”








