Avezzano. La Cattedrale gremita ha celebrato la Giornata del Malato tra fede, consolazione e speranza.
Ieri sera, nella Cattedrale dei Marsi in Avezzano, si è vissuto un momento di intensa fede e profonda comunione ecclesiale in occasione della memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes e della XXXIV Giornata Mondiale del Malato.
La Cattedrale, gremita in ogni ordine di posti, ha accolto fedeli provenienti dalle parrocchie della diocesi, insieme a numerosi malati, anziani, operatori sanitari e volontari, in un clima di raccoglimento, preghiera e partecipazione sentita
La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vescovo Giovanni, che ha invitato l’assemblea a «vivere questo appuntamento come espressione della tenerezza di Maria e della concretezza della carità cristiana». «Attorno all’altare – ha ricordato – siamo un solo popolo, ma con un’attenzione speciale verso coloro che portano nel corpo e nello spirito il peso della sofferenza».
Un saluto riconoscente e affettuoso è stato rivolto ai soci dell’UNITALSI, ringraziati per il loro «servizio generoso e fedele accanto ai malati, segno concreto di una Chiesa che si fa vicina». Parole di gratitudine sono state espresse anche per gli operatori sanitari, i ministri straordinari della Comunione, i volontari, le Confraternite e tutti coloro che, nelle case e negli ospedali, si prendono cura di chi soffre: «mani che sostengono, cuori che ascoltano, presenza che consola».
Nell’omelia, il Vescovo ha sviluppato alcuni passaggi centrali della Parola di Dio. Commentando il profeta Isaia — “Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò” — ha richiamato l’immagine di un «Dio dal volto materno, che si china sulle fragilità dei suoi figli». In Maria di Lourdes, ha sottolineato il presule, contempliamo questa tenerezza divina che consola e dona forza, ricordando come milioni di pellegrini abbiano trovato a Lourdes non solo guarigioni fisiche, ma soprattutto pace interiore e rinnovata speranza.
Riflettendo poi sul Vangelo delle nozze di Cana, il presule ha evidenziato l’attenzione discreta e premurosa di Maria: “Non hanno vino”. Una frase semplice che racchiude tutta la sua maternità. «Anche oggi – ha detto – Maria continua a presentare al Figlio le nostre mancanze, le fatiche delle famiglie, la stanchezza dei malati. E a ciascuno ripete: “Fate quello che vi dirà”. Solo affidando a Cristo l’acqua delle nostre povertà essa può trasformarsi nel vino buono della speranza».
Richiamando il messaggio del Santo Padre per questa Giornata, il Vescovo ha proposto l’immagine del buon samaritano come icona della carità cristiana. «In un tempo segnato dalla fretta e dall’indifferenza, il samaritano “si ferma”, si fa prossimo, porta il peso dell’altro. La compassione non è sentimento superficiale, ma scelta concreta di vicinanza. La cura dei malati – ha ribadito – non è un gesto accessorio, ma un’autentica azione ecclesiale: è la Chiesa che si fa “ospedale da campo”, comunità che si stringe attorno ai più fragili».
Con parole particolarmente toccanti, il Vescovo si è rivolto ai malati, ricordando che non sono oggetto di assistenza, ma membra vive del Corpo di Cristo: la loro sofferenza, unita a quella del Signore, è preziosa e diventa preghiera potente per la Chiesa e per il mondo. Ha invitato tutti a “diventare prossimo”, scegliendo ogni giorno la via della vicinanza, dell’ascolto, della presenza.
Al termine della Celebrazione, si è svolta la tradizionale e suggestiva processione con i flambeaux illuminando la sera con la luce delle candele e dei canti mariani, in un’atmosfera di intensa devozione. Un momento particolarmente significativo è stata la benedizione impartita dal Vescovo sugli ammalati e su quanti se ne prendono cura, affidando tutti alla materna protezione di Maria, Salute dei malati.












