Tagliacozzo. La Marsica ha reso omaggio alle vittime del terremoto del 13 gennaio 1915, a 111 anni da quella tragica scossa che devastò il territorio e provocò la morte di oltre 30.000 persone. In numerosi centri della regione si sono svolte commemorazioni che hanno unito le comunità in un intenso momento di ricordo, riflessione e vicinanza alle famiglie colpite allora e oggi.
Nel cuore delle celebrazioni, a Tagliacozzo, le manifestazioni sono iniziate sin dalle prime ore del mattino con una Santa Messa celebrata alle 8:00 nel Santuario della Madonna dell’Oriente, dedicata a ringraziare per gli scampati pericoli e per riflettere sulla fragilità umana di fronte alle calamità naturali. La giornata è proseguita con momenti di preghiera e raccoglimento nella chiesa Madre dei Santi Cosma e Damiano alle 17:00, durante la quale si è svolto il bacio della Reliquia di Sant’Emidio, patrono dei terremotati, con la partecipazione commossa di cittadini e autorità locali.
A Celano, le commemorazioni si sono concentrate nel cimitero comunale a partire dalle ore 10:00 con la deposizione di una corona di fiori al monumento a Mariannina Letta, simbolo della tragedia, seguita dall’omaggio all’Obelisco dei morti del terremoto, che ricorda le vittime sepolte nelle fosse comuni senza croce. Alle 10:30 la cerimonia si è spostata in località “La Tribuna”, dove sono stati deposti fiori nel luogo del primo insediamento dei baraccamenti post-sisma, mentre alle 11 è stato omaggiato lo chalet in legno donato dal Belgio ai terremotati, impiantato in località Campitelli-Santa Maria. Le cerimonie sono state presiedute dal sindaco Settimio Santilli, dagli amministratori comunali e dai rappresentanti delle associazioni culturali locali, consolidando il legame della comunità con la memoria storica del territorio.
Anche a Gioia dei Marsi, la comunità ha partecipato a una giornata di ricordo, con un corteo partito da Fonte Vecchia, durante il quale sono state deposte corone di fiori in località “Macerie” e presso il cimitero, in memoria delle vittime. La cerimonia è proseguita con una Santa Messa di suffragio nella chiesa di Santa Maria Assunta e si è conclusa con un momento di riflessione sulla resilienza della popolazione e sulla ricostruzione dei borghi marsicani.
Parallelamente, nella cittadina di Avezzano e nei paesi vicini si sono tenute cerimonie civili e religiose che hanno ricordato le vittime e celebrato la resilienza delle comunità. Le iniziative hanno incluso cortei commemorativi, deposizione di corone di fiori nei luoghi simbolici della tragedia e momenti di raccoglimento sulle aree dove un tempo sorgevano borghi e abitazioni distrutte dal sisma.
A Ortucchio, uno dei paesi più colpiti dal sisma, l’amministrazione comunale, insieme al parroco e alle autorità civili, ha ricordato l’evento con una sobria cerimonia pubblica, ribadendo l’importanza di mantenere viva la memoria storica per le generazioni future. Presso i monumenti ai caduti e nei cimiteri, cittadini e istituzioni hanno reso omaggio alle vittime, sottolineando come la tragedia del 1915 abbia segnato in profondità la Marsica, non solo per la perdita di vite umane ma anche per la distruzione di tessuti urbani e legami sociali.
A conclusione delle commemorazioni, in tutti i centri coinvolti sono stati organizzati momenti di incontro e riflessione con esperti, storici e testimoni, che hanno ripercorso gli eventi di quel tragico gennaio di oltre un secolo fa, mettendo in evidenza la capacità delle comunità di ricostruire e rinsaldare il proprio legame con il territorio. Queste giornate di memoria hanno sottolineato non solo il dolore per le vite spezzate, ma anche la forza di una popolazione che, attraverso la fede, la solidarietà e la volontà di rinascere, ha saputo onorare il passato e guardare al futuro con speranza e consapevolezza.








