Luco dei Marsi. È il grido di una madre, prima ancora che una denuncia, quello che arriva dalla Marsica. Una voce carica di rabbia e angoscia, che nasce dalla paura quotidiana per il futuro dei propri figli e di tanti altri ragazzi cresciuti in un territorio che, secondo il suo racconto, da anni sarebbe segnato da una presenza sempre più diffusa e sfacciata dello spaccio di droga.
La donna, madre di due figli, ha deciso di rompere il silenzio scrivendo una lettera accorata a don Antonio Coluccia, sacerdote noto per il suo impegno contro lo spaccio e le mafie. Un appello che non nasce da un episodio isolato, ma da una percezione di degrado e di pericolo che, secondo la mamma, coinvolgerebbe intere comunità della Marsica.
«Chi le scrive è una mamma arrabbiata marsicana, madre di due figli, preoccupata per il loro futuro, e di tutti gli altri ragazzi e non solo, ma anche padri e madri di famiglia perché da qualche anno in zona si fa uso di tanti tipi di droga», scrive la donna nella lettera.
Parole dure, che proseguono con un’accusa altrettanto netta sul clima di impunità che, a suo dire, circonderebbe il fenomeno: «Lo spaccio avviene in modo sfacciato, senza paura».
Nel suo racconto vengono citate alcune aree della Marsica considerate particolarmente critiche: Luco dei Marsi, Trasacco, Celano e Borgo Ottomila. «Le zone peggiori dove avviene tutto ciò sono queste», scrive ancora la mamma, descrivendo una situazione che, dal suo punto di vista, starebbe mettendo a rischio un’intera generazione.
Una lettera che non chiede vendette né scorciatoie, ma attenzione, presenza, ascolto. E soprattutto protezione per i figli, in un territorio che molte famiglie sentono sempre più fragile.
L’appello non è rimasto inascoltato. Dopo aver ricevuto la lettera, il sacerdote ha deciso di raggiungere la Marsica, arrivando ad Avezzano, per toccare con mano la situazione denunciata. Un gesto che, per la mamma, rappresenta prima di tutto un segnale: qualcuno ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
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