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Maltrattamenti in casa famiglia, condannati i responsabili. Minori costretti a lavorare

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
30 Ottobre 2015
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tribunale di Avezzano vedutaAvezzano. Hanno obbligato i minori che ospitavano nella loro casa famiglia a svolgere gratuitamente pulizie di bagni, corridoi e lavori di ogni tipo e, in caso contrario, per punizione, vietavano loro di telefonare e di tornare a casa. Per questo motivo il giudice del tribunale di Avezzano, Anna Carla Mastelli, ha condannato per maltrattamenti il proprietario e la dirigente organizzativa della struttura ‘Marsica Per Noi’, diAvezzano, ad una pena di 2 anni e 7 mesi di reclusione, all’interdizione per 5 anni dall’attività esercitata oltre al pagamento dei danni, da liquidarsi in separata sede, delle spese processuali e delle spese legali sostenute dalle parti civili. Si tratta di Carmine Bisceglie, 72 anni, titolare, e Benedetta Cerasani, di Pescina (39), reggente organizzativa. Nell’ambito dello stesso procedimento, inoltre, un’operatrice socio-sanitaria, Antonia La Vita, è stata condannata dal giudice per ingiurie e percosse, con l’aggravante razziale, ad una pena di due mesi di reclusione, sospesa, ed è stata assolta dall’accusa di maltrattamenti per insufficienza di prove. Assolte dalle accuse con formula piena, invece, altre due operatrici socio-sanitarie. Tra gli imputati figurava anche un dottore della struttura, assolto dalle accuse di maltrattamenti. In particolare si tratta Domenico Bernardini, il medico e di Angela Scurci e Maria Sabrina Scurci. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Pasquale Milo, difensore dei due condannati, e del medico assolto, Roberto Verdecchia che assisteva La Vita, e dai legali Raffaele Scurci e Lorenzo Lancia. La parte civile era rappresentata dagli avvocati Stefano Guanciale, Patrizia Bernardi, Antonello D’Amico e Annamaria Calicchia. L’accusa in giudizio è stata rappresentata dal pubblico ministero Roberto Savelli. “Ricorreremo in appello – ha dichiarato l’avvocato dei responsabili della struttura, Pasquale Milo – ritenendo fondate le nostre ragioni”.

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