Luco dei Marsi. Luco dei Marsi non tace. Da piazza Alfidi il grido di protesta contro il genocidio in atto a Gaza e la solidarietà al popolo palestinese.
“Oggi da piazza Alfidi parte un messaggio, un atto di accusa e di protesta in relazione alle azioni scellerate attuate da Israele contro il Popolo palestinese, vittima di un genocidio che sta uccidendo la stessa idea di umanità e che si compie dinanzi agli occhi del mondo, apparentemente impotente. Abbiamo invitato tutti a fermarsi per una riflessione, che speriamo fruttuosa, perché ognuno di noi faccia sentire la propria voce e il proprio sdegno per quanto sta avvenendo”.
Così la sindaca di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, nella mattinata di ieri, giovedì 28 agosto, nella centralissima piazza Alfidi, tra istallazioni significative, bandiere e messaggi “contro il genocidio in atto a Gaza, di solidarietà al popolo palestinese, per il rispetto dei diritti umani fondamentali e del Diritto internazionale”, come ha sottolineato la Sindaca e come condensato nel documento deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale luchese lo scorso 31 luglio.
Nello spirito che ha condotto l’Amministrazione comunale ad aderire, nello scorso maggio, all’iniziativa nazionale “50.000 sudari per Gaza”, e con crescente sdegno per la sempre più drammatica situazione in cui versa la popolazione palestinese, a fronte di scarse o inesistenti contromisure attuate dalla Comunità internazionale a tutti i livelli, il Consiglio Comunale di Luco dei Marsi, in sessione straordinaria pubblica del 31/07/2025, ha deliberato, all’unanimità, per attuare tutto quanto possibile, nell’ambito delle proprie competenze, per sostenere con forza la cessazione dei crimini perpetrati nei confronti della popolazione civile, a sostegno di ogni azione possibile e necessaria per il rispetto degli obblighi internazionali e per chiedere in tutte le sedi di raccordo istituzionali e amministrative più opportune, nonché tramite le proprie associazioni rappresentative (ANCI e UPI), che si attui, a tali fini, ogni azione possibile e necessaria “anche a livello statale, di Unione europea e delle altre organizzazioni sovranazionali di cui l’Italia è membro”.