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L’impatto del Decreto Dignità sul settore delle scommesse sportive

Redazione Attualità di Redazione Attualità
3 Ottobre 2018
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Il Decreto Dignità è stato approvato dal parlamento italiano lo scorso 9 agosto 2018, ed è stato il primo intervento normativo di significativa portata adottato dal Governo Conte. Tra le misure inserite nel Decreto ha fatto molto discutere il divieto delle pubblicità per il gioco d’azzardo e per le scommesse sportive. Il divieto di pubblicità alle scommesse sportive in particolare arreca un danno d’immagine non solo verso il settore del betting, ma anche fattivamente verso sport come il calcio che sono ormai collegati tramite main sponsor al tema del gambling. Basti vedere il numero di squadre di serie A che hanno sottoscritto un contratto di esclusiva di pubblicità con società che si occupano di casinò digitale: attualmente sono 11 squadre su 20, senza contare i club che militano attualmente in serie B.

 

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Per alcuni operatori del settore, come Sportytrader o Botta di culo che basano gran parte dei loro profitti sulla visibilità dei siti di scommesse, lo scenario possibile non è certo il migliore. Questo avviene perché mentre in prima battuta il mercato italiano era visto come uno dei più appetibili e intriganti, le cose sono rapidamente cambiate dopo l’attuazione di tale provvedimento. Una legge che di fatto è nata non per punire il settore del gioco e delle scommesse sportive infatti è un dispositivo che riguarda anche la scuola, ma bensì per limitare gli effetti sulle persone che hanno sviluppato problemi con il gioco compulsivo, come la ludopatia e l’azzardopatia. Tuttavia è evidente come con il divieto della pubblicità sul gioco d’azzardo le società di gambling stanno già pensando a ripiegare su mercati alternativi a quello italiano.

Facendo un esempio, possiamo già costatare come alcuni operatori tra i più importanti che gravitano in Europa, abbiano già deciso di puntare sul mercato spagnolo e quindi sulla Liga, invece che sulla nostro serie A. Un segnale preoccupante, che in pratica è solo un’avvisaglia rispetto a quello che potrebbe avvenire dopo il 2019, visto che i contratti di sponsorizzazione che hanno usufruito di una proroga, entro tale data andranno in scadenza e quindi andrà a decorrere la concessione del Decreto. Difficile stabilire in cifre quale danno ci sarà per il mercato italiano del gambling e delle scommesse sportive da qui al 2020, mentre per i club di calcio la perdita del main sponsor, a carattere casinò, potrebbe significare la cessione di uno dei calciatori più forti e rappresentativi per la squadra. Al momento stabilire cifre reali non è così semplice, ma secondo l’agenzia AGIMEG si parla di una perdita del 26% prevista tra il 2018 e il 2020. Bisogna però capire meglio in termini pratici in cosa consisterà il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo e per le scommesse sportive. Come abbiamo potuto già constatare il divieto per il gioco esclude le lotterie e il gioco che appartiene al Monopolio di Stato. Gli effetti più evidenti del Decreto per il settore del gambling e delle scommesse sportive si avvertiranno dunque durante la fine del 2019. Stiamo quindi per entrare con grande probabilità in una nuova era per il settore del gioco, che potrebbe gradualmente spostare i propri capitali all’estero, nonostante i contratti di sponsorizzazione stiano al momento godendo di un anno di transizione concesso dal Decreto, come specificato all’interno del D.L. n.87, che è consultabile attraverso la Gazzetta Ufficiale. Finora visto che stiamo attraversando la fase transitoria di tale provvedimento abbiamo visto come le pubblicità siano ancora presenti all’interno del palinsesto televisivo, dedicato a tale attività. E’ in atto un cambio di rotta che potrebbe quindi coinvolgere anche i club e le società di calcio di serie A.

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