Avezzano. Mentre si attende l’esito degli accertamenti tecnici e la possibile riapertura della piscina comunale, emerge la testimonianza della persona che nei giorni scorsi è risultata positiva alla legionella e la cui segnalazione ha fatto scattare i controlli sanitari sull’impianto natatorio cittadino.
Si tratta di Giuseppe Collacciani, un medico pediatra, andato in pensione da pochi giorni, che ha raccontato come la malattia sia stata individuata tempestivamente all’ospedale di Avezzano grazie all’intuito dei medici del reparto di Malattie infettive. «Sono arrivato in ospedale con febbre alta, pleurite e polmonite», racconta il medico. «I colleghi delle Malattie infettive hanno capito subito che poteva trattarsi di legionella e hanno individuato immediatamente l’antibiotico specifico. Sono stati bravissimi, la diagnosi è stata molto rapida».
La legionellosi, come spiegano gli stessi specialisti, si contrae attraverso l’inalazione di vapori d’acqua contaminata. «Ci si ammala respirando i vapori, non bevendo l’acqua», precisa il medico. Nei giorni successivi alla diagnosi sono stati avviati i controlli sanitari che hanno portato anche alle verifiche nella piscina comunale.
Tuttavia, secondo quanto riferito dal diretto interessato, i risultati dei campionamenti mostrerebbero differenze significative tra i vari luoghi frequentati. «In piscina il valore rilevato è intorno a 102», spiega. «Nella mia abitazione, invece, dalle analisi private che ho fatto eseguire, si arriva a circa 2.500». Un dato che, secondo il medico, potrebbe indicare un’origine domestica dell’infezione. «Sono stato fuori casa per circa quindici giorni e avevo lasciato il boiler della pompa di calore intorno ai 40 gradi. È una temperatura che può favorire la formazione della legionella».
Proprio per questo il pediatra sottolinea di attendere ancora verifiche ufficiali nella sua abitazione. «La piscina è stata controllata subito, mentre a casa mia la Asl non è ancora venuta a fare i controlli sull’impianto idrico e verranno il 19 marzo. Probabilmente è lì che si è sviluppato il batterio». Il medico precisa comunque di essere stato soltanto una volta nella piscina comunale, dove aveva utilizzato le docce. «Per questo sono stati verificati entrambi i luoghi».
La vicenda ha portato nei giorni scorsi alla chiusura temporanea della piscina comunale di Avezzano con un’ordinanza del sindaco, adottata in via precauzionale per consentire la bonifica dell’impianto idrico e nuovi controlli microbiologici. Nel frattempo proseguono le verifiche tecniche e sanitarie. L’obiettivo è accertare con precisione l’origine della contaminazione e consentire la riapertura della struttura nel più breve tempo possibile, una volta ripristinate tutte le condizioni di sicurezza.








