Avezzano. L’annuncio dei lavori di riqualificazione in via Silone, attesi da anni dai residenti per risolvere criticità strutturali croniche, ha innescato uno scontro frontale tra la maggioranza e l’opposizione. Al centro della contesa non è la necessità dell’opera, ma la paternità politica dell’iniziativa.
Il consigliere di minoranza Nello Simonelli è intervenuto con durezza dopo aver appreso la notizia dell’avvio dei cantieri, rivendicando il merito di aver sollevato il caso quando la zona versava in condizioni di totale abbandono. «Oltre due anni fa raccoglievo l’appello dei cittadini residenti in via Silone, che mi segnalavano problemi con cui convivevano da decenni: strada dissestata, fognature, illuminazione. Un elenco lungo e desolante», ha ricordato Simonelli, sottolineando come all’epoca la sua iniziativa non avesse trovato terreno fertile nell’assise civica.
Secondo l’esponente dell’opposizione, il clima in consiglio era inizialmente ostile: «Quando decisi di interessarmene, ad onor del vero, in consiglio la questione non solo non suscitò alcun interesse, ma ci fu persino chi se la prese con me per aver sollevato un tema che avrebbe potuto portare alla luce responsabilità scomode del Comune».
Se da un lato Simonelli esprime soddisfazione per la risoluzione dei problemi che affliggevano i residenti da oltre dieci anni, dall’altro contesta duramente lo stile comunicativo dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Di Pangrazio. L’accusa è quella di voler oscurare il lavoro svolto dalle minoranze.
«Avrei sperato che, nei ridondanti comunicati stampa in cui si promettono mille interventi, si trovasse spazio anche per ricordare chi per primo aveva acceso i riflettori su questa vicenda», ha incalzato il consigliere, citando altri precedenti analoghi come il playground del campo da basket o il rifacimento dello stadio di San Pelino. In quest’ultima occasione, Simonelli ha ricordato il suo impegno durato oltre un anno con il Credito Sportivo per portare i responsabili nazionali in città.
«Conviene restare persone serie anche quando si viene pugnalati alle spalle? La risposta è sì. Sempre e comunque. Perché, alla fine, chi ha occhi per vedere sa riconoscere la differenza», ha affermato Simonelli, lanciando però un monito finale molto chiaro: «Però, ora basta essere corretti con chi della correttezza se ne sbatte le palle. Da oggi rispetto solo per chi ne ha».








