Nei giorni scorsi una coppia ha varcato la soglia di un ristorante cittadino con l’aria di chi aveva intenzioni molto chiare: non risparmiare su nulla. E, a quanto pare, neppure sul conto… purché lo pagasse qualcun altro.
Il copione gastronomico è stato interpretato con grande entusiasmo. Si comincia con due antipasti abbondanti, di quelli che mettono subito in chiaro che la serata non sarà all’insegna della moderazione. Si prosegue con primi piatti importanti, impreziositi da porcini e tartufo fresco — roba che profuma di bosco e di conto salato. Poi una generosa infilata di arrosticini, una bistecca accompagnata da broccoletti e, come gran finale, due tiramisù artigianali. Insomma: un trionfo.
Fin qui, nulla di strano. Clienti soddisfatti, cucina all’altezza, tavolo felice. O quasi.
Perché il vero capolavoro della serata non è stato culinario ma strategico. Con la naturalezza di chi annuncia una breve pausa, i due si sono alzati dal tavolo con la classica frase che nella storia dell’umanità ha preceduto molte sparizioni misteriose: “Usciamo un attimo a fumare”. E infatti sono usciti.
E infatti non sono mai più rientrati. Sipario.
A raccontare la vicenda, tra incredulità e rabbia, è stata la titolare del ristorante, che sui social ha deciso di condividere lo sfogo e, soprattutto, di mettere in guardia i colleghi della zona. Per facilitare eventuali riconoscimenti, ha diffuso anche un identikit degno di una cronaca surreale: lei senza denti, occhi chiari, capelli scuri e un cappello di lana grigio; lui con una vistosa divisa da lavoro arancione, capelli lunghi brizzolati e tatuaggi ben in vista.
Una coppia che, per così dire, non dovrebbe passare proprio inosservata.
L’episodio riporta alla ribalta il fenomeno sempre più irritante dei cosiddetti “furbetti del ristorante”: clienti che consumano con entusiasmo e poi evaporano con la stessa leggerezza con cui si alza il fumo di una sigaretta.
Alla fine, il commento della ristoratrice, secco, lapidario, è quello che riassume meglio la faccenda: “Che schifo”.
Difficile darle torto. Dietro ogni piatto servito ci sono lavoro, costi, notti in piedi e sacrifici. E trasformare tutto questo in una farsa da due spiccioli non è solo un gesto furbo. È, molto più semplicemente, una miseria.








