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Il ritorno del Lupo nell’Oasi Wwf abruzzese, video mentre attacca un cinghiale

Redazione Attualità di Redazione Attualità
6 Novembre 2012
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L’Aquila. L’eterna lotta tra preda e predatore, in questo caso lupi e cinghiali, va in scena nell’Oasi WWF del Lago di Penne, un’area protetta collinare caratterizzata da un paesaggio di campi intervallati da boschi. In un video, realizzato con il sistema non invasivo del video-trappolaggio e girato all’interno dell’Oasi WWF, si vede chiaramente lo scontro tra lupi e cinghiali. L’espansione del Lupo in Italia non sta interessando solo le aree montane, con l’ingresso della specie nelle arco alpino, ma, nelle aree di presenza storica come l’Abruzzo, anche le aree pedemontane e collinari. Qui la ricolonizzazione è favorita dal fenomeno dell’abbandono dei campi con l’aumento della copertura boschiva e dall’espansione delle popolazioni delle prede, come cinghiale e capriolo. Dichiara Dante Caserta, vicepresidente WWF Italia: “Il Lupo, presente un tempo in poche aree del paese, è tornato a popolare molte aree in Italia grazie alla sua inclusione tra le specie protette, avvenuta a seguito di una delle prime campagne lanciate dal WWF Italia e dal Parco Nazionale d’Abruzzo, l’Operazione San Francesco, avviata nei primi anni 70 del secolo scorso. Ora, anche grazie all’istituzione di una rete di aree protette, il Lupo sta raggiungendo territori anche abbastanza antropizzati, ai margini della pianura padana e delle aree pedemontane e collinari attorno all’Appennino. La ricostituzione di una rete trofica complessa è uno degli obiettivi da perseguire quando si cerca di attuare politiche di conservazione della natura. Il caso del Lupo è un segnale di speranza per altre specie attualmente in situazioni disastrose, come l’Orso bruno”. Il Lupo si sta dimostrando un efficace predatore del Cinghiale; diversi studi scientifici realizzati in Italia hanno dimostrato che questo ungulato può rappresentare fino al 60% delle prede catturate dal Lupo, seguito dal Capriolo. La buona disponibilità di prede selvatiche e l’utilizzo di una politica puntuale di gestione del bestiame al pascolo che preveda l’utilizzo di sistemi di protezione per prevenire gli attacchi non possono comportare altro che diminuire la predazione sul bestiame domestico. Dichiara Fernando Di Fabrizio, direttore dell’Oasi WWF del Lago di Penne: “Il video che mostra l’interazione tra Lupo e Cinghiale è solo uno dei tanti che hanno come protagonista questo splendido predatore che stiamo registrando in questi mesi nella riserva. Una delle cucciolate di cinghiali presenti nella riserva si è ridotta progressivamente di numero probabilmente a causa della presenza di questo piccolo branco. Il sistema di video-trappolaggio, utilizzato ormai in tante aree protette italiane, si sta rivelando molto utile per seguire una specie altrimenti poco osservabile. La nostra area protetta è visitata ogni anno da decine di migliaia di persone, tra cui naturalisti e appassionati fotografi e, per questo, la notizia del ritorno del Lupo costituirà un ulteriore punto di interesse per visitare quest’area”.

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