Avezzano. Una fredda sera di gennaio, il telefono che squilla e la notizia di quattro marsicani dispersi sul Velino. È iniziato tutto così, un tam – tam di telefonate andato avanti fino a notte fonda e poi quella lunga e infinita attesa che ha tenuto migliaia di marsicani e di italiani con il fiato sospeso.

Arrivarono i nomi, arrivarono i volti e con loro le storie di quattro persone che nel tempo sono diventate il pensiero fisso di quanti speravano e pregarono per loro. La solidarietà e il volontariato sono stati protagonisti di giorni e giorni di ricerche. Mentre sulle pendici del Velino si camminava, si scavava, si cercava con ogni mezzo a disposizione, ai piedi di quella montagna simbolo della Marsica un’intera comunità riunita attendeva solo qualche notizia.

La tragedia del Monte Velino ha rappresentato uno dei momenti di più profonda partecipazione collettiva per il territorio marsicano e anche abruzzese. Il racconto di quei giorni ha unito la cronaca dei soccorsi al silenzioso dolore di intere famiglie che si sono unite attorno a quelle di Valeria Mella, Gianmarco Degni, Gian Mauro Frabotta e Tonino Durante.

Il cuore delle operazioni, il campo base, è stato un punto di partenza per le squadre dirette in quota, ma anche il luogo dove ogni mattina si arrivava sperando di andare via con qualche novità, magari anche positiva. In questo scenario, MarsicaLive ha svolto un ruolo centrale nella documentazione degli eventi. La giornalista Magda Tirabassi, coadiuvata da Giulia Antenucci e con il supporto di tutta la redazione, ha seguito ogni fase dell’emergenza, presidiando l’area per l’intera durata delle ricerche. Attraverso interviste dirette ai soccorritori e ai rappresentanti delle istituzioni, la testata ha ricostruito passo dopo passo lo sforzo tecnico e umano messo in campo per affrontare condizioni meteorologiche estreme e neve instabile.

Nessun marsicano si è sottratto dal guardare almeno una volta verso il Velino.Parallelamente allo sforzo operativo, la Chiesa dei Marsi ha garantito una presenza costante e discreta. Il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, insieme a numerosi sacerdoti della diocesi, è rimasto al fianco delle famiglie per tutta la durata delle operazioni. Una presenza quotidiana nei luoghi dell’attesa, un conforto e una preghiera mentre l’intera Marsica restava sospesa in una diretta h24, seguendo con angoscia ogni aggiornamento proveniente dalla montagna.

La tragedia del Velino ha segnato un solco profondo nella memoria collettiva della Marsica. I nomi di Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino sono diventati familiari per migliaia di persone che hanno seguito le spedizioni di ricerca per giorni e giorni. Il legame tra questi escursionisti e le vette che amavano resta il punto focale di una narrazione che, a distanza di tempo, continua a unire un intero popolo. Quello della Marsica.









