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Il giudice va contro il Jobs Act e reintegra un dipendente delle Poste demansionato

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
26 Giugno 2016
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Il giudice, sentenza in tribunaleAvezzano. Il giudice del lavoro di Avezzano (va contro il ‘Jobs Act’ e reintegra al suo posto un direttore di Poste italiane demansionato sulla scorta della nuova normativa. Potrebbe avere un effetto dirompente anche a livello nazionale, la pronuncia del giudice Giuseppe Giordano, che ha dato ragione alla causa promossa dall’avvocato avezzanese Mario Limone per conto dell’uomo, già reintegrato da Poste la quale ora, però, potrebbe fare un nuovo ricorso contro questa decisione. Come spiegato dallo stesso legale in una nota, “a seguito di un trasferimento disposto dall’azienda, il direttore di livello A1 dell’ufficio è stato destinato a un incarico più piccolo e di minore importanza per qualità e volume dell’attività svolta, comportante, tra l’altro, anche una significativa riduzione di stipendio”. Sulla base della riforma, “al momento di destinare un dipendente a nuove mansioni, il datore di lavoro non è più obbligato a tener conto, nello stesso tempo, sia del dato formale, cioè lo stesso inquadramento professionale, sia del dato concreto, cioè che le nuove mansioni siano confacenti alla competenza professionale specifica acquisita dal dipendente”. Nel ricorso dell’avvocato Limone, il direttore si è lamentato di avere subito un ingiusto “demansionamento”, con un conseguente depauperamento del bagaglio professionale acquisito nei molti anni di servizio, oltre che la lesione della propria immagine e dignità lavorativa. Con una pronuncia che il legale definisce “coraggiosa e rivoluzionaria”, e che appare in netta controtendenza rispetto alla riforma, accogliendo integralmente le ragioni della difesa del ricorrente, il giudice Giordano “ha dichiarato l’inefficacia del trasferimento del dipendente al nuovo ufficio e ne ha disposto l’immediata riammissione a quello di provenienza, con le mansioni svolte in passato”.

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