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Il caso: Borgo 8000 una frazione da cancellare. Il punto di Gesualdo Ranalletta sulla vicenda

Redazione Attualità di Redazione Attualità
5 Settembre 2017
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Celano. Il centro giuridico del consumatore, guidato da Augusto Di Bastiano, si è occupato del caso di Borgo 8000, frazione di Celano. Gesualdo Ranalletta, nei giorni scorsi, ha curato una relazione in merito al Borgo per “Il piccolo marsicano” nel quale spiega perchè c’è stato questo errore.  “Un errore storico che ora potrà essere cancellato è sicuramente quello relativo alla costruzione del Borgo 8000 di Celano”, ha spiegato Ranalletta, “tra le tante opere ben fatte, quello di 8000 ci permettiamo di chiamarlo errore storico a seguito degli effetti dannosi subito procurati e dal totale isolamento che ha avuto il borgo medesimo negli anni successivi. E’ vero siamo negli anni ’50 e la pressione della Riforma Agraria imponeva la realizzazione di strutture di servizio e supporto alla rinata agricoltura; cosi come furono realizzati altri borghi in vari Centri ripuari quello di Ottomila doveva prevedere tutti i servizi necessari:ufficio postale, farmacia, ambulatorio medico, asilo e chiesa. Senza guardare molto per il sottile, l’importante era “fare” e “costruire”. Dopo pochi anni dalla realizzazione sono iniziati infatti i grossi problemi di allagamento dell’ intero borgo per mancanza di scolo delle acque e l’abbassamento del livello di piano, delle strade e delle stesse costruzioni, con grossi disagi anche di natura igienico-sanitari per gli abitanti soprattutto nei mesi invernali.

 

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Non doveva essere fatto in quel posto del Fucino, su un terreno inadatto e troppo lontano dagli altri abitati. Sono passati ora quasi settant’ anni dall’insediamento e la situazione non è migliorata, anzi è peggiorata anche a seguito dell’aumentato isolamento dal resto di Celano. A dire la verità crediamo che gli stessi non si sentano appieno di Celano, ma vivano una situazione di quasi autonomia. E questo non va bene. Le cose sono andate via via ulteriormente peggiorando con l’arrivo di extracomunitari che hanno trovato qui le condizioni migliori per le loro attività anche illegali e rifugi senza un vero e proprio controllo da parte delle autorità. Una vita da precari, insomma, che non è possibile accettare in quanto veri e propri Celanesi al pari di tutti, ai quali non si può negare una esistenza dignitosissima. Il Borgo negli anni ha vissuto anche il mancato rispetto delle norme stabilite dalle leggi di Riforma per la proprietà degli immobili a causa di un rimbalzo di responsabilità tra Regione, Arssa, Comune. Sul tema inoltre più volte sono state costituite, senza esito, commissioni di studio e di lavoro per la migliore valorizzazione. L’abusivismo ha fatto il resto e quello che inizialmente era presentato come un progetto di avanguardia promettendo una vita migliore per gli agricoltori che avessero abitato il Borgo, è diventato oggi una periferia molto ma molto disagiata. Quale occasione migliore allora per il Comune di Celano porre ora riparo a questa ferita terribilmente aperta giacchè ci sono finalmente soldi in cassa e un progetto di riqualificazione urbanistica generale in via di attuazione? Credo abbia la priorità assoluta per un debito che Celano ha con questi cittadini, proponendo loro sistemazioni o alternative condivise. Verrebbe da dire: ora o mai più!”.

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