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I sei arrestati ascoltati dal giudice: niente razzismo, ci siamo solo difesi

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
3 Settembre 2013
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Avezzano. “Il razzismo non c’entra, ci siamo solo difesi”. Lo hanno detto davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, i sei giovani arrestati per l’aggressione a due marocchini, per aver incendiato una loro auto e per aver investito uno di loro. Dionisio Toracchio, 24 anni, Fabio Sante Mostacci (22), Mario Porreca (18) e, Cristian Iacobacci (19), Nello Del Gizzi (21), di San Benedetto dei Marsi, e il carabiniere di Pescina Alessandro Ferzoco (35), hanno dato la loro versione dei fatti sull’accaduto al gip Francesca Proietti. Sono accusati anche di reati xenofobi e razzisti dal procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato. macchina
Durante l’interrogatorio di ieri mattina avrebbero sostenuto di essere stati attaccati con dei bastoni. Tutto sarebbe cominciato, secondo l’accusa, dagli schiamazzi sotto l’abitazione della famiglia di un giovane bracciante marocchino. I rumori avrebbero svegliato il bambino piccolo. La prima volta è stata la mamma del neonato a chiedere al gruppo di giovani del posto di allontanarsi, senza però ottenere nulla. Più tardi l’intervento del marito, finito in una zuffa. Secondo i difensori, prima dell’aggressione al marocchino ci sarebbe stata una sassaiola. Poi il marocchino, Karim Salah (34), sarebbe sceso in strada con un bastone spalleggiato da due connazionali. Quella degli arrestati, quindi, sarebbe stata una difesa più che un’aggressione. Contestato anche l’episodio dell’investimento. Secondo l’accusa, invece, Fabio Sante Mostacci, alla guida della sua Seat Ibiza, ha investito Ahmed Bouhachim, rompendogli tibia e perone, e tentando di nuovo di passargli sopra mentre era a terra ferito. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Callisto Terra, Berardino Terra, Pasquale Milo, Quirino D’Orazio, Filippo Ippoliti, Antonio Caputi e Mario Flammini, ha inoltrato richiesta di revoca delle misure cautelari nei confronti degli accusati. Il giudice si è riservato del tempo in attesa del parere del pm. Secondo la difesa non ci sono esigenze cautelare.

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