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I fondi regionali 30+ per i ragazzi non arrivano nella Marsica e scoppia una bufera

Redazione Attualità di Redazione Attualità
18 Marzo 2016
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Avezzano. Bufera sui fondi 30+ destinati dalla Regione ai giovani abruzzesi. “L’iniziativa “30+”, da poco varata dalla Giunta Regionale, sembrava una buona opportunità per far fronte alla devastazione occupazionale che affligge l’Abruzzo e, soprattutto, aree interne”, ha commentato Antonio Morgante, “incentivi occupazionali, sommati (in verità in sostituzione) di quelli nazionali, integrati con specifici stimoli alla formazione professionale, seppur con una dotazione poco significativa, avrebbero consentito di approfittare della timida e pallida ripresa alle imprese e ai lavoratori. Le soprese arrivano però leggendo con attenzione il bando!
Lo stesso, infatti, stabilisce una griglia di priorità per l’accesso ai benefici. E tali priorità, nell’ordine, riguardano il fatto di essere residenti nei comuni abruzzesi ricadenti nelle cosiddette “aree di crisi”, nelle “aree interne” o nelle “aree territoriali per gli aiuti di Stato”. Ricordiamo tutti che tali “aree”, definite tutte, con strascichi duri di polemiche politiche, dalla attuale Giunta Regionale. Polemiche dovute alla esclusione dell’80 per cento del territorio marsicano e della intera Piana del Cavaliere: territori dinamici ma tramortiti più degli altri dalla crisi economica degli ultimi anni. Conseguenza è che nessun giovane “30+”, residente da Avezzano, Carsoli, Tagliacozzo, Celano e così via, potrà legittimamente sperare in questo incentivo. Una mancanza grave, al limite del dilettantismo amministrativo, per un incentivo presentato come la soluzione dei problemi occupazionali delle Giovaniaree interne. Sarebbe opportuno capire di più su tale scelta e, in accordo con il Consigliere Regionale Emilio Iampieri, noi di Forza Italia ci faremo carico di approfondire e di sensibilizzare la Giunta regionale a tornare sui suoi passi”. Dai fondi sono state escluse le aree interne. Sono stati inseriti i Comuni della Valle Roveto e Pescina mentre tutti gli altri non potranno beneficiare dei fondi. “Ora basta”, hanno gridato Amerigo Montanaro, consigliere Provinciale, Maurizio di Marco Testa, Sindaco di Tagliacozzo, Domenico Mariani, sindaco di Castellafiume, Lucilla Lilli, sindaco di Cappadocia, Domenico Palma, sindaco di Luco dei Marsi, Mario Quaglieri, sindaco di Trasacco e tutti i soci dell’associazione Coerenza e Coesione, altra iniziativa della Giunta Regionale sul fronte della lotta alla disoccupazione giovanile, altra clamorosa ed ennesima esclusione per tanti, anzi troppi comuni marsicani! L’associazione Coerenza e Coesione non ci sta e protesta a voce alta contro i criteri di selezione per l’accesso al programma 30+ della Regione Abruzzo, un piano che vedrà un sostegno pari a 1.213.000,00 euro volto ad incentivare l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani abruzzesi under 35 che non hanno già beneficiato del progetto “garanzia giovani”. Ma i giovani abruzzesi non sono tutti uguali… È questo riapre antiche ferite: è noto a tutti che la Marsica, nell’estate del 2014, fu esclusa dalla Giunta Regionale dalle aree che potevano beneficiare degli “Aiuti a finalità regionale” previsti dall’art. 107, comma 3, lettera c) del Trattato sull’Unione Europea. Oltre agli svantaggi che derivarono in maniera diretta da quella scelta scellerata, oggi apprendiamo che l’essere parte o meno di quell’elenco comporta pesanti discriminazioni per la partecipazione al “programma integrato giovani Abruzzo 30+”. Comuni con il reddito pro capite tra i più bassi d’Abruzzo vengono ignorati completamente dai criteri per l’attribuzione del punteggio per le graduatorie di questa importante misura di sostegno all’occupazione giovanile. Ci domandiamo, cosa ha spinto i nostri rappresentanti regionali marsicani a condividere tali vergognose scelte? Questa volta ne abbiamo abbastanza: Coerenza e Coesione e i giovani marsicani non avranno la memoria corta!”.

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