Avezzano. I membri del gruppo “Proscuola San Pelino” sul piede di guerra: l’edificio è un rudere, problema annoso che ancora non viene risolto.
“La scuola in questione, i cui lavori per la ristrutturazione sono iniziati da ormai tre anni, da due anni è ridotta ad un rudere”. Hanno dichiarato i cittadini del Gruppo Proscuola, “il Comune è stato più volte sollecitato dal Gruppo Proscuola San Pelino (Gruppo formatosi ad hoc lo scorso anno) affiancato dal consigliere Ernesto Fracassi, al fine di risolvere questo annoso problema. Il gruppo Proscuola San Pelino ha sottoscritto una petizione di 319 firme presentata a fine agosto del 2024 all’amministrazione comunale al fine di sollecitarla alla ripresa dei lavori. I suddetti lavori risultano bloccati dalla Soprintendenza ai beni culturali in quanto l’edificio è soggetto a vincolo architettonico perché costruito negli anni ‘20. Il nostro gruppo a tal proposito, in data 17/03/2025 ha inoltrato alla sovrintendenza una lettera di protesta, in cui si richiede lo sblocco dei lavori”.
Il testo della lettera:
“Alla soprintendenza ai beni culturali, architettonici e ambientali della provincia dell’Aquila
Via S.Basilio,
L’AQUILA
Oggetto: Sollecitazione ripresa lavori scuola demolita di S.Pelino di Avezzano
Egregio Direttore
Vi scriviamo a nome di tutti i membri del gruppo “Proscuola di S.Pelino” per sottoporvi il problema che rappresenta per noi lo stato in cui versa la scuola del nostro paese e che riguarda anche la vostra amministrazione.
L’edificio che fungeva da scuola è stato costruito negli ’20 del secolo scorso e classificato di “interesse storico”. Dopo il terremoto di Aprile 2009 la scuola è stata dichiarata inagibile per cui si sarebbe resa necessaria una ristrutturazione, ma, nonostante questa decisione, la scuola è rimasta in funzione fino al 2023, anno in cui è stato deciso dal comune di Avezzano il suo consolidamento.
I lavori sono stati iniziati facendo delle aperture, in ambo i lati, dei pilastri portanti nei muri periferici e procedendo, allo stesso tempo, allo smantellamento di tutte le attrezzature scolastiche interne. Dopo breve tempo i lavori si sono fermati e la ditta appaltatrice è andata via, lasciando il cantiere aperto e incustodito.
Allo stato attuale esso rappresenta un potenziale rischio per l’incolumità delle persone, oltra a un rischio sanitario importante, visto che da quasi tre anni il cantiere abbandonato è diventato una discarica pubblica al centro del paese, nonché luogo di dubbie pratiche notturne, mentre di giorno esso è frequentato da bambini che non hanno altri terreni di gioco.
Malgrado le proteste dei cittadini, concretizzatesi con una raccolta di 319 firme consegnate al rappresentante del sindaco in data 6/09/2024 e di numerosi altri interventi fatti dal nostro gruppo anche a mezzo stampa, non si è addivenuti a nessun risultato.
Le autorità comunali si sono scrollate da ogni responsabilità, rimandando il problema alla soprintendenza, ossia alla vostra amministrazione che, fino ad ora, si è rifiutata di dare il nullaosta per l’abbattimento di questo scandaloso, pericoloso e fatiscente edificio.
I cittadini sono, ormai, scoraggiati e si chiedono perché il vostro ufficio, emanazione di uno stato di diritto, che ha come compito la protezione del bene pubblico, possa permettere uno scempio simile senza intervenire su uno scandalo che dura, ormai, da tre anni.
Confidiamo, dopo questa nostra rimostranza, in un vostro tempestivo intervento affinché i lavori possano ricominciare al più presto”.