Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di gonartrosi, una patologia che colpisce l’articolazione del ginocchio e che può compromettere in modo significativo la qualità della vita. Dolore persistente, rigidità e difficoltà nei movimenti sono sintomi comuni che, se trascurati, tendono a peggiorare nel tempo.
Per fare chiarezza sull’argomento e sulle possibilità di trattamento, abbiamo approfondito il tema con il dottor Massimiliano Fini, medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia, da anni impegnato nella cura delle patologie degenerative del ginocchio.
Cos’è la gonartrosi
La gonartrosi è una forma di artrosi del ginocchio, una patologia cronica e degenerativa che interessa la cartilagine articolare. Il processo ha spesso un esordio infiammatorio: la cartilagine si assottiglia progressivamente fino a consumarsi, provocando il contatto diretto tra le superfici ossee.
Questa condizione può determinare:
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dolore cronico,
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rigidità articolare,
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difficoltà nei movimenti quotidiani,
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fino alla deformazione dell’articolazione nei casi più avanzati.
Sebbene colpisca prevalentemente persone over 60, la gonartrosi può interessare anche soggetti più giovani, soprattutto in presenza di traumi al ginocchio, interventi chirurgici pregressi o sollecitazioni articolari importanti.
La protesi monocompartimentale: una soluzione selettiva
Quando il danno artrosico è localizzato e non coinvolge l’intera articolazione, una delle soluzioni più efficaci è la protesi monocompartimentale del ginocchio.
Il ginocchio è infatti suddiviso in tre compartimenti:
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femoro-rotuleo,
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mediale,
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laterale.
Se l’artrosi interessa solo uno di questi compartimenti, è possibile intervenire in modo mirato, sostituendo esclusivamente la parte compromessa. Questo approccio consente di preservare le strutture sane, rendendo l’intervento meno invasivo rispetto alla protesi totale.
L’intervento chirurgico
L’intervento di protesi monocompartimentale prevede l’impianto di una piccola protesi realizzata in lega di titanio e polietilene ad alta densità, materiali progettati per garantire resistenza e compatibilità con l’organismo.
Grazie alle moderne tecniche chirurgiche, è possibile:
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rispettare la biomeccanica naturale del ginocchio,
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preservare legamenti, ossa e cartilagine non danneggiata,
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ridurre la perdita di sangue,
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contenere il dolore post-operatorio.
La procedura dura generalmente meno di un’ora e il ricovero è breve: in molti casi il paziente viene dimesso già nella stessa giornata o il giorno successivo, avviando precocemente il percorso di recupero.
Recupero più rapido e ritorno alle attività
Uno dei principali vantaggi di questo intervento è il recupero funzionale più veloce rispetto alla protesi totale. Il paziente può tornare gradualmente alle normali attività quotidiane in tempi ridotti, migliorando in modo significativo la qualità della vita.
Informazioni e contatti
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