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Giallo del lago di Dacia, Carmine si sarebbe tuffato 2 volte in acqua prima di scomparire

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
7 Agosto 2012
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Oricola. Si sarebbe gettato nell’acqua una prima volta, per uscire dal lago, poi una secondo e forse anche una terza, scomparendo nel nulla, forse per una congestione, un malore o perché rimasto incagliato sul fondo. E’ questa la ricostruzione che convince di più gli inquirenti sulla giallo del laghetto del Cavaliere, a Oricola in località Dacia, e che ha portato sabato sera alla scomparsa e alla morte di Carmine Frezza, 30 anni, autista di Carsoli, residente nel Comune di Oricola. Il suo corpo è stato trovato nel fondo del laghetto dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma, supportati da quelli di Avezzano e dai carabinieri, con gli indumenti ancora indosso. Alcuni ragazzi del posto, che erano a pesca, lo avrebbero visto gettarsi in acqua vestito, per poi riemergere. Secondo i testimoni era abbastanza su di giri tanto che sarebbe rientrato in acqua una seconda volta. Qualcuno, sempre secondo il racconto dei ragazzi, gli avrebbe consigliato di non entrare più in acqua. Ma lui si sarebbe tuffato di nuovo. Quello che è accaduto dopo rimane un mistero. Il giovane conosceva bene il lago. Sembra che già altre volte avesse fatto un bagno anche se il lago e adatto alla pesca sportiva e non ad accogliere bagnanti. Forse potrebbe essere stato colto da un malore, da una congestione. Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte. Potrebbe essere disposta dalla magistratura avezzanese nelle prossime ore. Il laghetto intanto lunedì è rimasto chiuso. Si tratta di un bacinetto artificiale alimentato da una piccola sorgente. E’ noto principalmente ai pescatori della zona e che viene utilizzato proprio per la pesca sportiva, soprattutto durante il periodo estivo. Ha una profondità di due o tre metri. Carmine Frezza, 30 anni, lavorava saltuariamente come autista, ma aveva svolto anche altri lavori. Viveva con la sua famiglia in via L’Aquila, con il padre Angelo, la mamma Laura Cristallini e il fratello Vincenzo. Viene ricordato da chi lo conosceva come un giovane tranquillo e taciturno, disponibile con gli altri ma che spesso preferiva starsene per conto suo. Non amava la vita mondana ed era una persona molto affabile.

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