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Fece bruciare uno stabilimento di San Benedetto dei Marsi, condannato per incendio doloso

Redazione Attualità di Redazione Attualità
1 Aprile 2025
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Avezzano. Dopo quasi dieci anni di indagini, processi e attese, si è giunti a un punto fermo nella complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’azienda Marsica Ondulati e segnato profondamente il territorio marsicano. La Corte d’Appello di Perugia ha confermato integralmente la sentenza di condanna emessa in primo grado nei confronti di Antonio Troiani, ritenuto responsabile come mandante dell’attentato incendiario che nel 2016 colpì lo stabilimento dell’azienda a San Benedetto dei Marsi.

La Corte ha ribadito la responsabilità dell’imputato per l’attacco doloso, condannandolo anche al risarcimento delle spese legali sostenute dalla parte civile. Una decisione che rafforza e consolida quanto già stabilito in primo grado, confermando la ricostruzione dei fatti da parte della magistratura.
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L’incendio alla Marsica Ondulati si inserisce in una catena inquietante di episodi criminosi verificatisi tra il 2012 e il 2016, che ha incluso incendi dolosi, atti intimidatori e gravi forme di pressione psicologica su imprenditori e cittadini.

Tra i casi più noti figura l’incendio dell’Hotel Ristorante “La Rupe” nella frazione Venere di Pescina, avvenuto nel luglio 2013, che distrusse gran parte della struttura e gettò nello sgomento l’intera comunità. A San Benedetto dei Marsi, si registrarono ulteriori incendi e un episodio emblematico per la sua crudeltà simbolica: una testa di maiale mozzata fu ritrovata sul cofano di un’automobile, a chiaro scopo intimidatorio. Anche i centri limitrofi, come Lecce nei Marsi e Ortucchio, furono colpiti da roghi notturni di veicoli, che seguirono uno schema ricorrente di violenza e intimidazione.

Le indagini, condotte con meticolosità dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila, portarono a ricostruire un quadro articolato di responsabilità, individuando in Antonio Troiani il principale ispiratore e mandante di numerosi atti, alcuni dei quali non hanno potuto portare a condanna per intervenuta prescrizione, pur essendo emersi con chiarezza nei procedimenti giudiziari.

Il commento della proprietà della Marsica Ondulati

“Dopo quasi dieci anni, si chiude una dolorosa vicenda che ha profondamente segnato la nostra azienda. La Corte d’Appello ha confermato integralmente la sentenza di primo grado, riconoscendo la piena responsabilità dell’autore dei fatti.

Si tratta di un passaggio fondamentale, che restituisce dignità a chi ha subito ingiustizie e riafferma la fiducia nella giustizia.

È doveroso ricordare che, in relazione ad altri episodi, è stata ugualmente accertata la colpevolezza dello stesso soggetto, sebbene le relative condanne non siano potute intervenire per prescrizione.

La giustizia non cancella il dolore, ma lo rende meno amaro.
E oggi, con rispetto e senza trionfalismi, possiamo affermare che la verità ha trovato riconoscimento. La giustizia ha fatto il suo corso.

La vita insegna che ogni azione, prima o poi, presenta il suo conto: il male seminato torna sempre, in una forma o nell’altra. Questa sentenza ne è la dimostrazione più chiara.”

I ringraziamenti

La proprietà della Marsica Ondulati ha voluto esprimere pubblicamente la propria profonda gratitudine a quanti hanno contribuito all’affermazione della verità e della giustizia.

“Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento all’avvocato Luca Bruno, che ci ha accompagnato con competenza e determinazione in questo lungo percorso legale.
Un riconoscimento particolare va al Procuratore Padalino, il cui intervento è stato decisivo per la riapertura delle indagini in un momento delicatissimo della vicenda.
Infine, un sincero ringraziamento al giudice Lepidi del Tribunale di Avezzano per l’equilibrio, la precisione e la fermezza con cui ha condotto il processo di primo grado. A tutti loro va la nostra stima e il nostro apprezzamento più profondo.”

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