Avezzano. Si scontrò con un cane randagio, la consulenza tecnica per la morte di Enzo Ventimiglia: nel mirino Asl, Comune e Anas.
Morte di Enzo Ventimiglia, la consulenza tecnica: nel mirino Asl, Comune e Anas. Una tragedia della strada che apre ora un fronte giudiziario complesso, con responsabilità parziali attribuite a enti pubblici e una causa civile pronta a entrare nel vivo.
È quanto emerge dalla vicenda che riguarda la morte di Enzo Ventimiglia, 31enne soccorritore alpino e manutentore del verde di Magliano de’ Marsi, avvenuta nella notte del 17 febbraio 2022 lungo la strada regionale 578, nel tratto tra Avezzano e Magliano dei Marsi.
Secondo la ricostruzione tecnica agli atti, l’uomo stava percorrendo l’arteria intorno alle 00:55, a una velocità non superiore ai 90 chilometri orari, quando, all’altezza del chilometro 59+400, un cane randagio ha improvvisamente invaso la carreggiata. Il conducente, la cui famiglia è assistita dall’avvocato Luca Casciere, ha tentato una manovra d’emergenza deviando verso sinistra, ma l’impatto con l’animale si è rivelato inevitabile. La carcassa è rimasta incastrata nella parte anteriore del veicolo, compromettendo il controllo della vettura.
L’auto, ormai fuori controllo, ha proseguito la sua corsa sulla banchina rialzata fino a schiantarsi contro un palo dell’illuminazione, sul lato sinistro, a una velocità stimata poco inferiore ai 70 chilometri orari. La violenza dell’urto ha provocato però una grave deformazione della scocca e la rotazione del mezzo sull’asse longitudinale, fino all’arresto sul fianco sinistro.
Pochi minuti dopo, alle 00:59, sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. I soccorritori hanno estratto il corpo senza vita del conducente dall’abitacolo.
Sul piano giudiziario, la vicenda è approdata davanti al tribunale di Avezzano. Il giudice ha nominato consulente tecnico d’ufficio l’ingegner Nolletti, incaricato di ricostruire la dinamica e valutare eventuali responsabilità.
Dalla consulenza emergono profili di corresponsabilità a carico di più soggetti. In particolare, è stata individuata una responsabilità del 30% in capo all’ente preposto alla vigilanza e gestione degli animali randagi, indicato nella Asl 1 o nel Comune di Magliano dei Marsi. Ulteriori responsabilità, nella misura del 10%, sono state attribuite all’ente gestore del tratto stradale, Anas, per criticità legate alla segnaletica.
Nel dettaglio, la perizia evidenzia come un segnale di prescrizione non sia stato ripetuto dopo un’intersezione, con il conseguente ripristino del limite implicito di velocità. Una circostanza che, secondo il consulente, avrebbe privato la vittima di un elemento utile nella valutazione soggettiva delle condizioni di pericolo del tratto stradale, incidendo sulla dinamica complessiva dell’incidente.
Nonostante l’accertamento tecnico, nessuno degli enti coinvolti ha preso parte al tentativo di conciliazione. Una scelta che ha determinato il fallimento della fase preventiva e che porterà ora all’avvio di un giudizio contenzioso ordinario, con un inevitabile aggravio di costi per le parti e per le stesse amministrazioni chiamate in causa.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione del randagismo e della sicurezza stradale, in particolare nei tratti extraurbani.


