
“È stato forse giusto il modo di fare opposizione dal 2010 al 2015 dell’attuale sindaco che non utilizzava, come fa ora la minoranza, gli strumenti messi a disposizione dalla legge quali mozioni, interrogazioni, richieste di convocazione dei consigli comunali, bensì il vile mezzuccio della denuncia?”, ha continuato il segretario di circolo del Pd, “sarebbe quindi un modo migliore di fare opposizione quello di prendere le carte dell’attuale gestione amministrativa e consegnarle agli organi giudiziari? Non regge, dal mio modesto punto di vista, nemmeno la prospettiva dei comportamenti all’interno dell’aula consiliare, visto che l’attuale sindaco è stato rinviato a giudizio per ingiurie, per episodi accaduti in consiglio comunale quando sedeva proprio tra i banchi della minoranza. Concludo, arrivando all’attualità: nel prossimo consiglio è previsto l’insediamento del nuovo consigliere comunale, al quale non vi è alcun dubbio che questa minoranza ed il partito che rappresento rivolgeranno i migliori auguri di buon lavoro.
Fu molto diverso quando a parti invertite l’attuale sindaco pur essendo presente all’interno dell’aula consiliare si rifiutava di sedere nei banchi della minoranza allo scopo di far mancare il numero legale ed impedire la surroga al nuovo consigliere. E poi non contento anche in questo caso fece ricorso agli organi giudiziari. Tengo a dimostrare il rispetto per la scelta delle dimissioni fatta dal presidente Francesco Bisegna, scelta che non mi permetto di giudicare, oltre alla stima per l’uomo che ha avuto il coraggio, la forza e la dignità di prendere una decisione difficile, ma il partito che rappresento non condivide affatto la trasversalità nel mettere sullo stesso piano comportamenti opposti. Un saluto sincero va all’uomo Francesco, con il rammarico di non essere riuscito ad instaurare con lui, che hai rivestito la carica più nobile della democrazia rappresentativa del nostro comune, un rapporto di confronto, collaborazione politica, magari di amicizia”.