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Dalle donne a Fontamara: ad Avezzano una giornata di storie, forza e cittadinanza

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
2 Marzo 2026
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Avezzano. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, si è svolto oggi ad Avezzano un incontro promosso da Anteas Avezzano-Marsica in collaborazione con la FNP CISL Coordinamento di Avezzano. Un momento di riflessione che ha scelto di partire dalla cultura e dalla memoria del territorio per parlare di diritti, consapevolezza e cittadinanza.

All’evento sono intervenuti:

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  • Ernestina Scalzitti – Presidente Anteas Avezzano-Marsica (ODV)
  • Felice Torge – Coordinatore territoriale FNP CISL Avezzano
  • Francesca Rota – Operatore territoriale FAI CISL
  • Daniela Rosati – Volontaria Anteas

Il cuore dell’incontro è stato la visione di alcuni spezzoni dello sceneggiato Rai Fontamara, diretto nel 1983 da Carlo Lizzani e ispirato al romanzo Fontamara di Ignazio Silone.

Fontamara nasce come risposta lucida e coraggiosa alle ingiustizie subite. La storia è ambientata nella Marsica. Ed è proprio questa vicinanza geografica e culturale ad aver guidato la scelta degli organizzatori.

Negli spezzoni proiettati, le protagoniste sono le donne di Fontamara. Il corso d’acqua che irrigava le terre dei contadini viene deviato verso i campi acquistati dai più ricchi. Per quei contadini l’acqua non è solo una risorsa: è lavoro, sopravvivenza, futuro.

In assenza degli uomini, sono le donne a non restare ferme. Si organizzano, si mettono in cammino e raggiungono Avezzano per chiedere spiegazioni al sindaco.

In quel cammino c’è consapevolezza, dignità, forza. C’è l’idea che un’ingiustizia non debba essere accettata in silenzio.

Le donne della Marsica non sono mai state figure di contorno: hanno lavorato, sostenuto le famiglie, ma anche preso posizione quando necessario. È con questo spirito che l’incontro ha voluto celebrare l’8 marzo.

Particolarmente significativa è la scena della firma del documento che autorizza l’esproprio dell’acqua nel romanzo Fontamara di Ignazio Silone*. Le donne, analfabete, vengono persuase con un linguaggio ingannevole e firmano senza comprendere davvero l’accordo. Non è la forza a vincere, ma la differenza di conoscenza: chi conosce le regole prevale su chi non le conosce.

Collegare questa scena all’8 marzo significa ricordare che l’emancipazione femminile è passata dall’istruzione e dalla possibilità di partecipare consapevolmente alla vita pubblica.

Oggi il problema non è più solo saper leggere: davanti ai contratti digitali e agli algoritmi che regolano informazioni e contenuti, rischiamo di “firmare” senza capire.

Se ieri la battaglia era per l’alfabetizzazione, oggi è per la consapevolezza digitale. Perché la libertà non è solo poter firmare, ma sapere cosa si sta firmando.

Il romanzo di Ignazio Silone si conclude con questa domanda potente, che ancora oggi ci poniamo:

“Dopo tante pene e tanti lutti, tante lacrime e tante piaghe, tanto odio, tante ingiustizie e tanta disperazione, che fare?”

 

In conclusione sono stati consegnati gli attestati di partecipazione per il corso anziani (adultissimi) digitali.

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