Avezzano. Il Parco Torlonia si trasforma in palcoscenico per la rievocazione della Passione di Gesù. “Resurrezione – un palcoscenico di speranza” è il titolo dello spettacolo in programma oggi alle 20.30.
“Non una semplice rievocazione storica, ma un’esigenza interiore di abitare i luoghi della nostra identità attraverso il linguaggio del teatro”, spiega il regista Corrado Oddi, che aggiunge: “Il Parco Torlonia, con i suoi sentieri e le sue ombre secolari, si fa architettura sacra e personaggio vivo, trasformando la narrazione in un autentico pellegrinaggio dell’anima. La visione contemporanea delle Sacre Scritture incarna i dubbi e le lusinghe del potere che ancora oggi assediano l’uomo, rendendo il conflitto di Gesù un dramma terribilmente attuale”.
Per il regista, “riportare la Passio tra gli alberi del Parco significa ricordare che la Resurrezione è un cantiere di speranza sempre aperto; per questo il monologo finale è stato concepito come un grido di rinascita rivolto alla città di Avezzano, che della ricostruzione ha fatto la sua storia”.
L’ideatore dell’iniziativa è Carlo Genovesi, mentre la scenografia è affidata a Marco Verna. I costumi sono di Rosa Noto. Otto le scene – prologo, sinedrio, ultima cena, Getsemani, Erode, flagellazione, crocifissione e resurrezione – che accompagneranno gli spettatori in un percorso teatrale denso di emozioni e spunti di riflessione. Il palcoscenico tradizionale si trasforma in un cammino itinerante, in cui ogni passo tra la vegetazione diventa riflessione ed ogni stazione una tappa di coscienza.
Il sacrificio diventa così un’esperienza anche sensoriale, con una voce narrante che commenta e interroga il presente, invitando gli spettatori a riscoprire la speranza come una luce da portare nelle strade, nelle case e nelle ferite di questo tempo.
Oltre 50 gli attori in scena, insieme alle danzatrici del gruppo “Habibi Sharqui” della scuola di ballo Golden Dancing.
L’evento gode del patrocinio della Regione Abruzzo, del Comune di Avezzano, della Diocesi dei Marsi e della Pro Loco di Avezzano, con il contributo della Fondazione Carispaq della provincia dell’Aquila.
L’ingresso è libero.




