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Coronavirus, il cantante lirico marsicano Mariani si fa portavoce di un settore dimenticato: siamo stati esclusi dal Governo

Antonio Rico di Antonio Rico
28 Aprile 2020
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Avezzano. Il cantante lirico marsicano Aleandro Mariani ha deciso di scrivere una lettera aperta rivolta a tutti gli italiani nonché agli organi di governo per sollecitare una riflessione sul mondo dello spettacolo, “abbandonato”, a detta dell’artista, durante questa emergenza da parte delle istituzioni.

“Cari Italiani, Cari Governatori – esordisce il cantante lirico – apprendo con molto rammarico il tacito silenzio da parte delle istituzioni Nazionali, locali ,nonché regionali di tutta Italia ,sui lavoratori dello spettacolo. D’altra parte già sapevo che chi produce cultura ed emozioni non è considerato molte volte come un vero lavoratore. Spesso quando dico di essere un cantante o un artista, musicista, in molti mi rispondo: ma di lavoro che fai? “

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“Eppure credevo che almeno gli uomini e le donne che rappresentano ministeri, assessorati, partiti, avessero una minima conoscenza su quello che è il nostro lavoro, ma forse chiedo troppo… Oggi siamo quasi a due mesi di chiusura totale, l’unica risposta che il governo ci ha saputo dare è il contentino dei 600€, aggiungendo una possibilità di indebitarci con garanzie statali. Diciamo che questo potrebbe in qualche modo aiutarci, assolutamente; ma domani quando finiranno questi “ ammortizzatori” che cosa faremo? Il Teatro, i palcoscenici, le feste in generale come si faranno? Gli artisti autonomi che vivono alla giornata,che cosa faranno?

“Nell’ultimo intervento del Premier Giuseppe Conte, quando ha definito l’inizio della seconda cioè l’inizio della riapertura, si è parlato di tutti…. Ma non di noi”, argomenta con rammarico. “Ora si parla di una possibile riapertura dei teatri, il primo ad annunciarlo è stato il Teatro  alla Scala di Milano, a settembre sembrerebbe. Bene! almeno la faccia agli occhi mondiali la salviamo… E gli altri teatri “minori”che cosa faranno? Quanti cast ci saranno? Le regie come si faranno?a due metri di distanza?e i contratti cancellati?”

“Chissà, se un giorno torneremo ad emozionarci veramente, respirando la stessa aria e guardandoci negli occhi pieni di emozione, rivivendo il contatto, la vicinanza… io lo spero veramente!! anche perché non riesco ad immaginarmi un futuro monocromatico, senza colori; per me i sentimenti e le emozioni so i veri colori della vita. Queste sono mie semplici riflessioni, ed anche, se non me ne vogliate ,questo è uno sfogo, su quello che vivono migliaia di persone quotidianamente, abbiamo soltanto punti interrogativi davanti ai nostri occhi”.

“I nostri teatri, le orchestre in generale , ma anche tutte quelle attività subordinate al teatro e allo spettacolo,sono ormai ridotte all’osso con gli innumerevoli tagli economici che hanno subito in tutti questi anni; l’unica cosa certa che abbiamo in teatro, sono le passerelle dei vari rappresentanti politici e istituzionali ,che puntualmente non mancano “ a gratis però”. Spero che qualcuno mi sappia rispondere con fatti e non con pacche sulle spalle, certamente capisco la difficoltà che stiamo vivendo e neanche pretendo che il mio settore sia ritenuto indispensabile, ma siamo veramente stufi di essere trattati come numeri,di essere usati, sfruttati e sotto pagati. Eppure De Gregori nella sua canzone diceva: “La storia siamo Noi, attenzione, Nessuno si senta escluso.”

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