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L’agricoltore De Vincentis dice no alla centrale a Biogas di Collarmele: il nostro territorio va difeso

Redazione Attualità di Redazione Attualità
29 Settembre 2019
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Collarmele. Torna a far discutere la centrale a Biogas che dovrebbe essere realizzata tra San Benedetto, Collarmele, Pescina e Cerchio. A parlare questa volta è Giammarco De Vincentis, agricoltore ed ex amministratore comunale di San Benedetto, sempre in prima linea per la difesa del suo territorio.

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“Ho sempre vissuto a San Benedetto dei Marsi, ho 65 anni e mi ricordo che quando si metteva a rischio la sua incolumità, eravamo tutti uniti per difenderlo”, ha commentato, “il paese va difeso, ma al momento giusto, non restiamo a guardare, non perdiamo tempo, non lasciamo fare sempre ai soliti, impegniamoci tutti, dobbiamo far sentire la nostra voce, siamo noi i padroni del nostro territorio. In questi ultimi tempi si parla di un insediamento di una centrale a biogas e chi ce la presenta lo fa come se stessero costruendo una grande fioriera. Sono novità che come tante vengono presentate come la soluzione a tanti problemi.

Sulla carta sono la perfezione, ma nella realtà non abbiamo nessuna garanzia se non chiacchiere.
In questi giorni si parla di medicinali che sono 30 anni che stanno in commercio e oggi hanno scoperto che sono cancerogeni. Non possiamo farci meraviglia di nulla. Questo impianto viene presentato come la soluzione per eliminare gli scarti di lavorazione dei prodotti agricoli, producendo con gli stessi metano e digestato un liquido di scarto puzzolente che poi si butta nei campi come fertilizzante, sarà anche lecito farlo, ma ci possono intossicare, l’odore arriva a km di distanza, ne sappiamo già qualcosa.

Una srl che prende un iniziativa del genere non lo fa certo per rendere la vita più facile ai contadini, ma potrebbe farlo solo a scopo di lucro, per usufruire di incentivi a fondo perso, per fare grossi affari. Allora io mi domando perché proprio a ridosso del paese se pure valesse la pena farlo, per risparmiare sui trasporti e infestare le nostre strade con decine di camion al giorno che perdono liquame strada facendo. A volte le spese per produrre questa energia sono superiori agli utili, i conti tornano con gli incentivi. Fino a qualche anno fa si produceva energia con impianti fotovoltaici, adesso perché non va bene più? Qualcuno mi dira’ cosa fare con gli scarti?

Io vi rispondo che delle patate si recupera quasi tutto, cosi delle carote, ci sono industrie che fanno surgelati e con i pezzi il succo di carote. Gli scarti di ortaggi a foglia li continuiamo a spargere nei terreni e subito dopo a ricoprirli con la fresa, come abbiamo sempre fatto. Qualcosa lasciamolo anche agli animali, alle pecore alle mucche che senza spendere un centesimo posso mangiare scarti freschi di qualità. Inoltre nei pressi dove si vuole costruire l’impianto ho una bella azienda agricola, confeziono carote igp, radicchio e ho una tartufaia con 700 piante il frutto del lavoro di 40 anni e lo difenderò dall’ambiente sano fino al mio ultimo respiro. La zona dove vogliono fare l’impianto e’ la più colpita da tumori tra tutto il territorio Abruzzese e tra i primi in Italia.

Io sono uno dei tanti, che da 21 anni lotta contro questo mostro, ne abbiamo abbastanza. Non ci servono mostri che mettono in pericolo la nostra salute e l’ambiente. Vogliamo l’aria pulita da respirare, quella che manca alle grandi città, il motivo per cui siamo rimasti a casa nostra, senza cercare lavoro altrove facendo di mestiere i contadini”.

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