Tagliacozzo. Domani, ultima domenica di agosto, la città tornerà a vivere la tradizionale solennità in onore di Sant’Antonio di Padova, patrono principale di Tagliacozzo, con il ricordo del miracolo che salvò la comunità dalla distruzione ad opera dell’esercito spagnolo del Vicereame.
La storia risale al 1647, quando il viceré di Napoli, Rodrigo Ponce de León, duca d’Arcos, ordinò la punizione di Tagliacozzo, sospettata di essersi ribellata sull’onda dei moti di Masaniello. In realtà la città era stata sconvolta da faide interne, ma il popolo, temendo l’imminente arrivo delle truppe, affidò le chiavi della città e una supplica scritta alle mani della statua di Sant’Antonio, nella chiesa di San Francesco.
Dopo tre giorni di preghiera, il 30 agosto, accadde il miracolo: l’ordine di grazia, firmato dal viceré, giunse in tempo per fermare la distruzione. Le cronache raccontano che fu lo stesso Santo ad apparire ai soldati alle porte della città. Da allora i tagliacozzani lo proclamarono loro patrono principale, relegando San Rocco a patrono secondario.
In ricordo di quegli eventi, nel 1825 venne eretta la Fontana dell’Obelisco, simbolo cittadino dedicato al Santo, oggi al centro delle celebrazioni per il 200º anniversario della sua costruzione.
Quest’anno l’Amministrazione comunale ha deciso di ornare la base della fontana con gigli bianchi e gialli, fiori simbolo del Santo patavino. Inoltre, durante la solenne processione, la statua di Sant’Antonio sosterà eccezionalmente davanti all’Obelisco, e non nella parte alta della piazza, come di consueto.
Il sindaco, Vincenzo Giovagnorio, a nome dell’intera comunità, rinnoverà il gesto simbolico dell’affidamento delle chiavi della città al Santo e leggerà una preghiera composta dai Padri conventuali, chiedendo ancora una volta la protezione di Sant’Antonio su Tagliacozzo.