
“Il risultato di questa gestione è sotto gli occhi di tutti: nell’ospedale la zona grigia, in cui si attendono i risultati dei tamponi prima di essere destinati ai reparti, è piena. Il pronto soccorso stracolmo e si registra una grave carenza di personale e dotazioni. Solo il reparto di malattie infettive è in grado di ospitare contagiati e contestualmente garantire che personale e pazienti non fungano da vettori del virus, ma il reparto sta scoppiando e nel resto dell’ospedale la struttura non è predisposta adeguatamente per contrastare la diffusione del covid. Pensiamo al reparto di medicina, uno dei più colpiti in cui tutti i pazienti entrati negativi si sono contagiati all’interno, creando nei fatti un reparto covid, dove però è impossibile che esista. Il personale è stato costretto a fornire ai pazienti dei bidoni per i bisogni fisiologici, perché le stanze di degenza non hanno i bagni, quindi i ricoverati in corsia dovrebbero condividere gli stessi servizi igienici ubicati in fondo al corridoio, creando un’altissima possibilità di contagio che potrebbe rendere l’intero ospedale un focolaio attivo. Una situazione da quarto mondo che mi è stata denunciata da numerosi pazienti e dalle loro famiglie, e che basterebbe da sola a rappresentare una gestione pessima e squalificante del paziente sia dal punto di vista sanitario che psicologico. Non va meglio negli altri reparti in cui si registrano contagi sia tra personale medico infermieristico che degenti”.
“E che soluzione si propone davanti a questo scenario? L’unica idea che ha avuto la Asl è quella di bloccare i reparti che forniscono prestazioni ordinarie. Ma se non si trovano spazi adeguati per sopperire alle numerose richieste l’ospedale rischia il blocco totale, con tutti i problemi che ne conseguono. È inaccettabile trovarsi in questa situazione. L’Assessore Verì e la direzione Asl prendano coscienza che l’Ospedale non può più garantire reparti puliti dal virus, il personale è sfinito e i pazienti si sentono abbandonati a sé stessi. Si agisca immediatamente perché se la situazione dovesse sfuggire di mano ulteriormente rischiamo che la Marsica diventi una zona rossa con danni ingenti.
E se oggi Avezzano è nell’occhio del ciclone è palese che la situazione nei nosocomi di Sulmona e dell’Aquila non sia troppo distante dalla bufera. Più volte – conclude Fedele – ho posto sul tavolo delle soluzioni percorribili che dovrebbero passare per un investimento congruo per personale e strutture. Attrezzare dei moduli prefabbricati negli spazi esterni agli ospedali, poiché non è certo pensabile prevedere delle tensostrutture, solo chi non conosce gli inverni nella Marsica e in generale nella provincia dell’Aquila può auspicare a una soluzione simile. Bisogna iniziare a reperire anche spazi e personale dal servizio sanitario privato convenzionato, anche con l’ausilio di strutture alberghiere per i pazienti che non richiedono ricovero ma che comunque necessitano di isolamento, esattamente come è stato fatto in altri territori”.
E se oggi Avezzano è nell’occhio del ciclone è palese che la situazione nei nosocomi di Sulmona e dell’Aquila non sia troppo distante dalla bufera. Più volte – conclude Fedele – ho posto sul tavolo delle soluzioni percorribili che dovrebbero passare per un investimento congruo per personale e strutture. Attrezzare dei moduli prefabbricati negli spazi esterni agli ospedali, poiché non è certo pensabile prevedere delle tensostrutture, solo chi non conosce gli inverni nella Marsica e in generale nella provincia dell’Aquila può auspicare a una soluzione simile. Bisogna iniziare a reperire anche spazi e personale dal servizio sanitario privato convenzionato, anche con l’ausilio di strutture alberghiere per i pazienti che non richiedono ricovero ma che comunque necessitano di isolamento, esattamente come è stato fatto in altri territori”.