Avezzano. Svolta nella vertenza della biblioteca regionale di Avezzano. Il Comune firma un protocollo ma la Regione continua a glissare. Gli studenti chiedono cosa ci sia realmente dietro l’atteggiamento del centrodestra e in particolare dell’assessore alle Politiche culturali, Roberto Santangelo e si appellano a Marsilio e al consigliere locale di maggioranza Massimo Verrecchia. La novità è che, con una nota protocollata il 2 febbraio 2026, il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha formalizzato la disponibilità del Comune ad avviare un percorso di collaborazione istituzionale con la Regione Abruzzo per garantire una gestione coordinata e più efficiente dei servizi bibliotecari e archivistici. Un atto formale, fondato sull’articolo 15 della legge 241 del 1990, che punta a costruire un accordo stabile e strutturato per restituire alla città un servizio essenziale oggi ridotto ai minimi termini. Il Comune è pronto quindi a mettere risorse e personale per consentire alla biblioteca regionale di Avezzano di aprire con orario continuato e anche il sabato. Una svolta potenziale per centinaia di studenti universitari, delle scuole superiori, per chi prepara concorsi o esami professionali, che da mesi chiedono semplicemente di poter studiare con continuità.
Orari a singhiozzo, diritto allo studio a metà
Oggi la biblioteca regionale, l’unica struttura realmente attiva in città, funziona con orari frammentati e penalizzanti: chiusura alle 13 ogni giorno, nessuna apertura il sabato, pomeriggi garantiti solo il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18. Un modello che spezza la giornata di studio, costringe a uscire e rientrare, scoraggia chi avrebbe bisogno di concentrazione e stabilità. La promessa era stata chiara già lo scorso autunno. L’assessore regionale con delega alle Politiche culturali, Roberto Santangelo, si era detto disponibile a intervenire. Aveva assunto un impegno preciso: sbloccare la situazione e avviare l’apertura pomeridiana con orario continuativo entro dicembre. Dicembre è passato. Nulla è cambiato. Da allora, sulla vicenda è calato un silenzio che dura ormai da quattro mesi. L’assessore, dopo le prime dichiarazioni pubbliche, non ha più rilasciato commenti sullo stato dell’iter. Un silenzio che pesa, soprattutto alla luce delle aspettative create. Infatti inizialmente si era detto entusiasta di questa prospettiva rivendicando come la stessa cosa sia stata fatta in altre importanti città d’Abruzzo. Qualcosa ad Avezzano invece sta frenando l’iter. Ma non è chiaro cosa.

Il Comune mette nero su bianco
Nel frattempo il Comune di Avezzano, che già in passato aveva espresso disponibilità, ha ora formalizzato la proposta. Nella lettera indirizzata all’assessore regionale, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, il sindaco ha confermato ufficialmente la volontà di avviare una interlocuzione istituzionale finalizzata alla gestione coordinata dei servizi bibliotecari e archivistici, nel rispetto delle competenze di ciascun ente. L’amministrazione comunale è già impegnata in un percorso di riqualificazione della biblioteca comunale e nella valorizzazione dell’archivio storico che cercano casa, attraverso un accordo con un soggetto del Terzo Settore. L’obiettivo dichiarato è restituire alla comunità presìdi culturali ordinati, continuativi e coerenti con i bisogni dell’utenza. In questo contesto, la presenza sul territorio di una biblioteca di competenza regionale rappresenta un nodo strategico. Da qui la proposta di costruire un accordo formale che consenta una gestione più efficace, anche attraverso l’utilizzo di personale comunale. La disponibilità, dunque, c’è. È stata messa per iscritto”.
La domanda degli studenti e il Comitato
“Cosa manca ancora per aprire con orario continuato e il sabato?”, dichiarano gli studenti avezzanesi e non solo. Guardano a questo nuovo passaggio con una miscela di speranza e timore. Per mesi hanno sentito parlare di soluzioni imminenti, sopralluoghi, protocolli, firme in arrivo. Intanto, però, le luci continuano a spegnersi all’una e il sabato resta un giorno senza biblioteca.
Avezzano è il centro di un territorio che supera i 140mila abitanti. È sede di istituti superiori, di corsi universitari, di giovani che investono sul proprio futuro. Eppure, nel cuore della città, l’accesso allo studio resta condizionato da orari ridotti e discontinui.
Non è solo un problema organizzativo. È una questione di priorità.
Appello a Marsilio e Verrecchia
“Il Comune ha formalizzato la propria disponibilità”, affermano gli studenti che si stanno riunendo in comitato, “la Regione è chiamata a rispondere. L’assessore Santangelo aveva assunto un impegno pubblico: firmare e aprire entro dicembre. Oggi, a febbraio, quella scadenza è già alle spalle. Intervenga il presidente Marco Marsilio o il consigliere avezzanese Massimo Verrecchia. La città non chiede annunci, ma atti concreti”. La cultura, negli ultimi anni, è stata evocata come motore di sviluppo, presidio civile, investimento strategico. Parole importanti, che ora chiedono coerenza. Il Comune ha formalizzato la propria disponibilità. La Regione è chiamata a rispondere. L’assessore Roberto Santangelo aveva assunto un impegno pubblico: firmare e aprire entro dicembre. Oggi, a febbraio, quella scadenza è già alle spalle. La città non chiede annunci, ma atti concreti. Le biblioteche non sono simboli da esibire nei convegni, ma spazi vivi che devono restare aperti quando servono. Ogni giorno di chiusura anticipata è un’ora sottratta allo studio, alla concentrazione, alla costruzione di competenze. Ora la palla è nelle mani della Regione. Avezzano ha messo nero su bianco la propria proposta. Gli studenti aspettano una risposta. E la domanda resta lì, sospesa ma legittima: se le risorse comunali sono disponibili, quale è oggi il vero ostacolo per garantire un servizio degno di una città che parla di futuro?








