Carsoli. La serata di ieri è stata segnata dalla solenne riapertura al culto della Chiesa della Madonna del Carmine, avvenuta nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Giovanni. Numerosissimi i fedeli che hanno gremito la chiesa, testimoniando l’attaccamento della comunità a un luogo simbolo della vita religiosa e civile di Carsoli.
A concelebrare la Santa Messa insieme al Vescovo Giovanni il parroco di Carsoli, don Umberto Di Pasquale, affiancato dal vice parroco don Cosmas Ekwere e dal Vicario Foraneo, don Giancarlo Marinucci; presente anche il diacono Paolo Muratore. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale “Maria Antonietta Iacuitti”, che ha contribuito a rendere ancora più solenne e partecipata la celebrazione.
Durante la Messa, il Vescovo e il parroco hanno proceduto alla benedizione dell’altare della nuova cappella laterale, destinata in particolare alle celebrazioni feriali: uno spazio raccolto e prezioso, pensato per accompagnare la vita quotidiana della fede, nei giorni ordinari, nella fedeltà silenziosa della preghiera.
Nell’omelia, pronunciata in occasione della festa del Battesimo del Signore, il Vescovo Giovanni ha sottolineato il significato profondo di questo momento per l’intera comunità. La riapertura della chiesa, dopo un periodo di chiusura e di lavori “piccoli ma importanti”, è stata definita “un segno concreto della cura per la vita di fede, resa possibile dall’impegno della diocesi e soprattutto dalla generosità di tanti fedeli”. Particolare rilievo è stato dato alla collocazione della chiesa, affacciata sulla piazza e accanto al palazzo municipale: “una presenza che ricorda come la fede non sia separata dalla vita civile, ma chiamata a stare in mezzo, come Gesù che ha scelto di condividere fino in fondo la condizione umana”.
Richiamando il Vangelo del Battesimo di Gesù al Giordano, il Vescovo ha evidenziato come Dio scelga di salvare l’umanità “dall’interno”, entrando nella storia e condividendo le fragilità dell’uomo. Da qui l’invito a “riscoprire il Battesimo non come un rito del passato, ma come l’origine viva dell’identità cristiana, capace di tradursi in uno stile di vita fatto di servizio, condivisione e misericordia”. In questo senso, la Chiesa della Madonna del Carmine è chiamata a essere un “luogo di accoglienza e di incontro, come il Giordano, dove ciascuno possa sentirsi accompagnato e non giudicato”.
A conclusione della celebrazione è intervenuto l’avvocato Giovanni Marcangeli, che ha ripercorso le epoche più significative legate al culto della Chiesa del Carmine, esprimendo a nome di tutta la comunità pieno compiacimento per la riapertura dell’edificio sacro e per la nascita della nuova cappella: segni tangibili di una comunità viva, attenta e desiderosa di custodire e trasmettere la propria fede.








