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Carabinieri feriti, l’arrestato si difende dal giudice confermando la tesi della provocazione

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
8 Gennaio 2013
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Civitella. Si è difeso parlando per 45 minuti davanti al giudice per le indagini preliminari, Andrea Taviano, che ha convalidato l’arresto in carcere. Giampiero Villa, 23 anni, il giovane di Civitella Roveto accusato di aver ferito due carabinieri dopo l’arresto, colpendone uno al collo con un coltello e l’altro in diverse parti del corpo, ha raccontato la sua versione dei fatti nel corso dell’udienza di convalida. Ha spiegato di essere stato “provocato da uno dei due carabinieri” che lo avrebbe “colpito con un pugno mentre andavamo con la gazzella dei carabinieri in caserma”. Gazzella dei carabinieriIl giovane, difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, ha sostenuto davanti al Gip di essere stato fermato e caricato nella macchina dei carabinieri, nei sedili posteriori. Subito dopo la presunta lite con uno dei due che, sempre secondo la tesi difensiva, lo avrebbe colpito con un pugno al volto. Il giovane si è fatto refertare all’arrivo nel carcere San Nicola di Avezzano. Dopo la presunta discussione avrebbe tirato fuori l’arma che ha ferito uno dei due carabinieri. A quel punto avrebbe sfondato il vetro del finestrino destro gettandosi dall’auto e fuggendo. Una ricostruzione che stride con il rapporto dei carabinieri secondo cui il giovane è fuggito prima dell’arresto. Secondo i carabinieri, il vetro sfondato sarebbe stato rotto invece con una ginocchiata dall’esterno. Il giovane ha poi sostenuto di aver “sentito che mi sparavano dei colpi”, ma saranno gli accertamenti tecnici ed eventuali esami sulla paraffina a verificare le dichiarazioni dell’arrestato che per ora, oltre al suo racconto, non hanno riscontri scientifici.

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