Avezzano. Cappello sulla testa e swing nel cuore, al Teatro dei Marsi il “Venerdì italiano” di Sergio Caputo.
Musica, la grande musica, Jazz, swing, parole e canzoni. Quelle canzoni che canticchiano tutti, trasversali nelle generazioni, Sergio Caputo è stato, con i suoi bravissimi musicisti, l’anima del Teatro dei Marsi in una serata dal sapore nostalgico ed emozionante.
Dai classici 80 fino agli ultimi pezzi, senza risparmiarsi e senza deludere le attese. Un concerto di Caputo non è solo musica, è una serata esperenziale che ti immerge in un’atmosfera blues onirica.
La folla ha apprezzato, ha applaudito, ha cantato, ma soprattutto è rimasta incantata. Una band potentissima, dalla tecnica sopraffina e dall’anima urlante, non è solo una band ma un tutt’uno con l’artista. Dal palcoscenico arrivano le vibrazioni e colpiscono nel segno.
Alberto Vianello al sax tenore, Luca Iaboni alla tromba, Lorenzo De Luca al sax contralto, Ophélie Laroche alla batteria, Fabiola Torresi al basso, Paolo Vianello alle tastiere: un’insieme di musicisti azzeccatissimo, che suona all’unisono le corde dell’animo.
Deus ex machina lui, Sergio Caputo, la chitarra come fosse un pezzo di sé, una voce che ti fa sentire che non è solo una canzone. Malinconie e sensazioni di un sabato italiano, anche se era venerdì. Un venerdì qualunque ad Avezzano, che ha trasformato una sera in musica in un’sperienza unica.
A inizio serata la sorpresa, Caputo svela: “conosco bene queste zone, per anni in vacanza a Tagliacozzo. Ho scalato anche il Monte Velino”. Chissà se parte della magia che mette nella musica gli è entrata nel cuore in quegli anni passati qui da noi…










