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Bocconi avvelenati durante le passeggiate: come proteggere gli animali?

Redazione Attualità di Redazione Attualità
14 Aprile 2019
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Le persone che scelgono di condividere la propria vita con un amico a quattro zampe conoscono bene il profondo legame di affetto che si crea con il proprio animale e quanto sia importante salvaguardarlo dalle situazioni pericolose in cui potrebbe ritrovarsi.

Purtroppo episodi di crudeltà verso gli animali non sono così rari: l’ultimo a Tagliacozzo ha provocato lo sdegno del web verso coloro che commettono un atto tanto vile quanto spietato.

La situazione vista ore da GFS che mostra nella giornata di Mercoledì una nuova irruzione di aria fredda da nord est, la quale potrà dare luogo a tempo instabile anche sulla Marsica, specie orientale, con delle nevicate fin sul Fucino

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Ci si domanda spesso cosa possa portare ad un comportamento del genere, ma è difficile dare una risposta a questo interrogativo. Qualsiasi tipo di disturbo che i cani possono arrecare, come ad esempio qualche abbaiata notturna o gli escrementi abbandonati sui marciapiedi spesso a causa dell’inciviltà di certi padroni, non potrebbe mai giustificare un atto di questo tipo.

La legge parla chiaro: avvelenare gli animali è un reato sanzionato dall’articolo del codice penale 544-bis e anche se l’animale si salva, si configura comunque un reato di maltrattamento (articolo 544-ter). Il proprietario dell’animale colpito, inoltre, è tenuto a sporgere denuncia alle autorità.

Fra l’altro, le esche velenose sparse nei giardini o per la strada possono costituire un pericolo anche per la salute e l’incolumità delle persone, oltre che danneggiare l’ambiente. Per questo motivo, in caso di avvistamento di bocconi sospetti è importante allertare immediatamente il Comune di competenza perché provveda immediatamente alla verifica dell’effettiva pericolosità delle esche ritrovate e bonifichi il terreno, oltre ad avvisare i cittadini tempestivamente.

Cosa fare però concretamente per il nostro amico a quattro zampe se si sospetta che abbia ingerito un boccone avvelenato?

Naturalmente l’attenzione e il controllo sono i primi fondamentali comportamenti da adottare quando si portano a spasso i propri animali, per prevenire un grave incidente che potrebbe portare a fatali conseguenze. Secondo Lorena Castillo, responsabile del nuovo sito PAZZIPERGLIANIMALI, esistono una serie di consigli e strategie da adottare per ridurre i rischi legati all’avvelenamento da esca.

Prevenire è la miglior strategia: le aree maggiormente a rischio per la presenza di bocconi avvelenati sono solitamente le riserve di caccia, dove le esche vengono sparse con l’intento di eliminare i predatori animali. Purtroppo però, il cibo che attira questi predatori è ugualmente gradito anche ai cani. Ecco quindi perché sarebbe meglio passeggiare in queste zone facendo indossare al cane una museruola, o quantomeno tenerlo al guinzaglio per controllare l’area alla loro portata e impedire che raccolgano e ingeriscano cibo sospetto.

Anche nelle zone metropolitane, purtroppo, questo comportamento è frequente e spesso utilizzato da persone incivili che cercano talvolta di arginare il fenomeno del randagismo. Oltre a tenere sempre i cani al guinzaglio, sarebbe molto importante educare i cani attraverso un corso con un addestratore certificato a non raccogliere cibo da terra.

Se invece è troppo tardi e l’animale ha già ingerito un boccone sospetto o avvelenato, meglio evitare rimedi casalinghi o appresi tramite il passaparola: il classico acqua e sale o l’acqua ossigenata per provocare il vomito spesso non hanno alcun effetto se somministrati a basse dosi. Al contrario, un eccesso di questi intrugli può causare seri danni all’organismo di un cane. Dunque, meglio rivolgersi immediatamente alla guardia medica veterinaria e nel frattempo cercare di tenere tranquillo l’animale.

Attenzione anche ai sintomi che si presentano fino a 48 ore dopo l’ingestione del boccone: a seconda del tipo e del dosaggio del veleno, il cane presenterà apatia, sbalzi di temperatura, tremori, convulsioni, respiro affannoso, sangue nel vomito o nelle feci o emorragie. Anche in questi casi meglio recarsi al più presto dal veterinario.

Per sensibilizzare la popolazione e tentare di arginare questa pratica incivile e crudele, è assolutamente fondamentale ricordarsi di denunciare sempre i ritrovamenti di bocconi o persone sospette, oltre al decesso di un animale domestico o selvatico, per arginare questo fenomeno identificando al più presto gli avvelenatori.

 

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