Avezzano. Dopo il blackout che ha colpito lo stabilimento LFoundry lo scorso 19 agosto, le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza hanno incontrato i dirigenti aziendali per discutere della gestione dell’emergenza.
L’incontro ha messo in luce gravi criticità nelle procedure di sicurezza e ha portato a un’ammissione di errore da parte dell’azienda che produce sensori d’immagine e memorie volatili.
Le rls hanno denunciato una serie di “grosse incongruenze”, a partire dall’evacuazione dei dipendenti, descritta come “scomposta”.
Secondo quanto riferito “alcuni preposti avrebbero ignorato i percorsi di sicurezza, uscendo dai tornelli anziché dalle uscite di emergenza”. La situazione si è aggravata durante l’ordine di rientro in sala dei circa 100 dipendenti degli oltre mille presenti in azienda, definito dalle rls “non univoco e più scomposto dell’evacuazione stessa”.
I rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato come “diverse figure di alto livello abbiano scavalcato la persona designata dalle procedure aziendali per gestire l’emergenza, creando confusione e mettendo a rischio i dipendenti”.
Simili problematiche erano già emerse in passato, durante episodi di fughe di solvente che avevano costretto i lavoratori a evacuare. Le rls hanno evidenziato la necessità di rivedere e integrare le procedure di sicurezza, chiedendo anche una maggiore presenza di personale per alleggerire i carichi di lavoro, aggravati dalle frequenti ripartenze dei macchinari.
L’azienda ha riconosciuto gli errori di gestione e si è impegnata ad accogliere le richieste delle rls, promettendo “di implementare subito le soluzioni concordate”. Nonostante questo passo avanti, le rappresentanze dei lavoratori hanno ribadito che la questione non è chiusa, con l’intento di monitorare la situazione.
Le parti sociali hanno lanciato un messaggio chiaro: “Non si risparmia sulla sicurezza”.