Avezzano. Sono iniziate sul Monte Salviano le cerimonie per la commemorazione per il 111° anniversario del terremoto che nel 1915 sconvolse Avezzano e la Marsica. Davanti al monumento dedicato alle vittime, le autorità civili, militari e religiose si sono riunite insieme alle associazioni d’arma per un momento di profonda riflessione collettiva.
La cerimonia, accompagnata dalle note del “Silenzio” eseguite dall’associazione bandistica Castelnuovo, ha visto il susseguirsi di tre interventi significativi che hanno sottolineato il valore della memoria e il legame indissolubile con il territorio.

Il 1° Capitano Maddalena, presidente di Assoarma, ha aperto la serie di discorsi istituzionali ringraziando l’amministrazione comunale per l’organizzazione dell’evento:
“Ringrazio il signor sindaco della città di Avezzano, Di Pangrazio, che insieme ai suoi collaboratori ha preparato al meglio la cerimonia di quest’oggi. Saluto tutte le autorità già presenti”.
Successivamente, il vescovo della diocesi dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, ha rivolto un pensiero spirituale alle vittime, proiettando però lo sguardo verso il futuro:
“Vogliamo ricordare tutti i nostri fratelli e sorelle defunti nel tragico terremoto del 13 gennaio 1915. Vogliamo, nel contempo, guardare non solo al passato, ma proiettare il nostro sguardo al futuro. Da quella immane tragedia, Avezzano e la Marsica tutta seppero rialzarsi grazie a un moto di solidarietà, alla tenacia e a un grande spirito di fede. Fede, tenacia e solidarietà costituiscono un patrimonio ancora oggi presente”.
In conclusione, il sindaco Gianni Di Pangrazio ha evidenziato il calore umano della comunità e i dati storici del sisma, citando anche il fermento culturale attuale:
“Oggi è una giornata calda, perché queste manifestazioni risentono del calore che mettiamo tutti noi nel ricordare questi giorni così tristi. 111 anni fa c’è stato un tremendo terremoto: Avezzano era una piccola cittadina di circa 12.000 abitanti e arrivò a meno di 2.000. Questa è una terra che si fa da sola, cresce da sola e si sviluppa da sola. Vedere le associazioni d’arma e le forze di polizia sempre presenti rappresenta la nostra unità. Stiamo vivendo un momento rinascimentale per il nostro territorio, come dice il mio amico professor Di Renzo, partendo proprio dalla città di Avezzano”.

La manifestazione, che ha visto la presenza anche del direttore dell’Agenzia di Protezione Civile regionale, l’avvocato Maurizio Scelli, si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro, simbolo di un dolore mai dimenticato e di una comunità che ha saputo ricostruire la propria identità sulle radici della resilienza.








