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Avezzano medievale, ecco la città che il terremoto del 1915 ha cancellato per sempre

Francesco Proia di Francesco Proia
11 Ottobre 2017
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Raffigurazione idealizzata della città di Avezzano con le mura e le tre porte in una stampa riferita al 1830

Raffigurazione idealizzata della città di Avezzano con le mura e le tre porte in una stampa riferita al 1830

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Raffigurazione idealizzata della città di Avezzano in una stampa riferita al 1830 (si ringraziano Fileno e Nicola Rubeo)

Avezzano. La città che oggi tutti riconoscono come capoluogo della Marsica, non sempre ha rivestito questo ruolo. Il territorio dove ora sorge Avezzano è stato abitato sin dal neolitico, ma il vero sviluppo economico della città è arrivato solo dopo il prosciugamento del Fucino, pochi anni prima del terribile terremoto del 1915. Attraverso un’antica rappresentazione, che dovrebbe risalire circa al 1830, proviamo a immaginare come doveva essere la città prima che quel sisma ne cancellasse per sempre i suoi tratti medievali. Avezzano era protetta da un’imponente cinta muraria, dotata di merlatura e torri rompi-tratta, su cui si aprivano ben tre porte. In direzione del Velino, a nord, vi era porta San Rocco, poiché in quella direzione fuori le mura vi era l’omonima chiesa; ad est c’era porta San Bartolomeo, che si apriva sulla chiesa di San Andrea in direzione di quella che ancora oggi è l’omonima via; a sud invece vi era porta San Francesco, chiamata così perché appena fuori le mura c’era sia la chiesa che il convento trecentesco dedicati al santo di Assisi. Il lato sud della città era dominato dall’imponente struttura del castello, in quegli anni sotto il dominio dei Colonna, che sorse sulla preesistente torre medievale di controllo sul Fucino.

Più avanti, procedendo per la strada principale della città denominata strada centrale e in seguito Umberto I°, si poteva trovare il palazzo della sottintendenza (una delle quattro presenti in Abruzzo) e la chiesa collegiata di San Bartolomeo di cui oggi, dopo il terremoto del 1915, rimangono solo pochi resti e un monumento eretto nel 1965. Come si può vedere dalla rappresentazione dalla strada principale si aprivano tanti vicoli, larghi e strade secondarie, che arrivavano in ogni parte e piazza della città. Tante erano le chiese, i conventi e le cappelle attorno alle quali si sviluppavano interessi e attività degli abitanti. Oltre alle già citate, nella zona nord vi erano la chiesa e il convento di santa Caterina, mentre fuori le mura, a nord vi era la chiesa della Santissima Trinità e ad est chiesa e convento di Santa Maria in Vico. I palazzi della città, come si può notare da alcune rare fotografie antecedenti al sisma del 1915, erano signorili, particolarmente curati e degne dimore delle famiglie nobili dell’epoca. Oggi Avezzano è un centro moderno e purtroppo il suo aspetto medievale non esiste più, ma è nostro dovere ricordare le sembianze di quella città che, se non ci fosse stato il terremoto del 1915, avrebbe di sicuro fatto invidia ai più bei borghi medievali italiani. @francescoproia

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