Avezzano. Un’intera mattinata trascorsa in attesa per una Tac che alla fine non è mai stata eseguita. È quanto denuncia un nipote in una lettera inviata al nostro giornale, con cui racconta quanto accaduto alla nonna di 84 anni, diabetica e cardiopatica, al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano.
Secondo il racconto del familiare, la donna era stata trasportata in pronto soccorso il giorno precedente a seguito di una caduta con trauma alla testa. Dopo essere stata medicata e suturata con cinque punti al volto, le sarebbe stato consigliato di tornare la mattina successiva, alle 7, per sottoporsi a una Tac di controllo.
L’indicazione, riferisce la famiglia, era stata data proprio per evitare lunghe attese, considerate l’età e le condizioni cliniche della paziente.
Così, ieri mattina, l’anziana si è presentata puntualmente al pronto soccorso accompagnata dalla figlia. All’arrivo, racconta il nipote nella lettera, la sala d’attesa era praticamente vuota. Nonostante questo, però, con il passare dei minuti l’attesa avrebbe iniziato ad allungarsi senza che venissero fornite indicazioni precise sui tempi.
Quando la figlia della donna ha chiesto spiegazioni al personale, le sarebbe stato riferito che il ritardo era dovuto al cambio turno. Nel frattempo la sala d’attesa si sarebbe progressivamente riempita di altri pazienti.
A un certo punto, secondo il racconto della famiglia, sarebbe passato il radiologo incaricato di eseguire la Tac. Interpellato sulle tempistiche, avrebbe spiegato di non poter procedere senza l’incarico del medico di turno.
Le ore sono così trascorse senza aggiornamenti. “Passata l’intera mattinata”, ha raccontato il nipote dell’anziana, “mia madre ha nuovamente incontrato il radiologo chiedendo quanto ancora ci fosse da attendere, facendo presente che mia nonna è cardiopatica e diabetica”.
A quel punto, sempre secondo la ricostruzione dei familiari, sarebbe arrivata una risposta che ha lasciato amareggiata la famiglia: “Sua madre non è una priorità, se non le sta bene può rivolgersi a un privato”.
Di fronte alla situazione e preoccupati per le condizioni della donna, madre e figlia avrebbero deciso di lasciare il pronto soccorso senza aver effettuato l’esame e di rivolgersi a una struttura privata.
La lettera si chiude con un appello: “Penso sia giusto lodare il nostro nosocomio quando raggiunge traguardi positivi, ma anche riportare le situazioni di disagio in cui versa. Spero che questa segnalazione possa servire per stimolare una riflessione e un auspicabile miglioramento dei servizi nell’interesse della cittadinanza”.








