Canistro. Antenna alla stazione, comitato Tutela Canistro: sit-in, cartelli comparsi all’ultimo momento e una storia che ricorda le commedie di Totò e Peppino.
“Continua la campagna elettorale dell’amministrazione comunale, ma sabato a Canistro si è assistito ad una scena piuttosto singolare: un Comune che partecipa ad un sit-in, quando il Comune è l’istituzione che dovrebbe governare il territorio ed eventualmente intervenire con gli strumenti amministrativi previsti dalla legge.
Durante l’incontro pubblico il sindaco ha dichiarato che l’amministrazione per quei lavori non sarebbe stato richiesto alcun parere all’ufficio tecnico comunale”. Hanno dichiarato i membri del comitato Tutela Canistro.
“Una dichiarazione che ha lasciato perplessi molti cittadini presenti.
La situazione ha iniziato a cambiare quando, dopo che la questione è stata sollevata pubblicamente, sono comparsi i cartelli di cantiere. Da quei cartelli emerge infatti che il progetto risulterebbe avviato nel 2023, con conclusione prevista nel 2026.
Un dettaglio che apre una domanda semplice ma inevitabile: se si tratta di un intervento partito oltre due anni fa, com’è possibile che l’amministrazione comunale ne sia venuta a conoscenza solo ora e che in un cantiere a cielo aperto sia stato permesso far eseguire i lavori senza cartelli obbligatori?
Nel corso dell’incontro è emerso anche un altro elemento curioso: l’abbattimento di un albero proprio nell’area in cui oggi dovrebbe essere installato il palo delle telecomunicazioni.
Alla domanda sul motivo del taglio, è stato risposto che l’albero sarebbe stato abbattuto perché “quando tirava il vento si muoveva” e che esisterebbe una relazione agronomica.
Una spiegazione che ha suscitato più di qualche sorriso tra i presenti, anche perché quell’albero – guarda caso – si trovava esattamente nel punto in cui oggi dovrebbe essere installata l’infrastruttura e avrebbe probabilmente creato qualche intralcio alla sua realizzazione.
Ancora più curioso il fatto che l’albero risulti essere stato tagliato oltre due anni fa, proprio all’inizio del progetto.
Ma il momento più singolare della giornata è arrivato quando il dibattito si è spostato sui pareri e sull’origine del progetto.
In un primo momento il sindaco ha sostenuto che l’intervento risalirebbe agli anni 2020–2021, periodo nel quale sarebbe stata svolta una conferenza di servizi. Tuttavia, da quanto emerso nel confronto con i cittadini, in quella conferenza l’installazione dell’antenna non risulterebbe prevista.
Successivamente lo stesso sindaco ha affermato che la questione dell’antenna sarebbe comparsa soltanto negli ultimi uno o due anni.
Una ricostruzione che ha generato ulteriore confusione tra i presenti: se l’antenna è stata inserita negli ultimi due anni, diventa infatti difficile attribuire la responsabilità alla precedente amministrazione, come inizialmente suggerito, mentre sembrerebbe invece ricadere nella gestione dell’attuale amministrazione.
Il momento più paradossale si è verificato quando al sindaco è stato chiesto di mostrare la diffida che, a suo dire, sarebbe stata inviata a Ferrovie dello Stato.
A quel punto è stata fatta portare una cartellina blu, ma senza che venisse mostrato alcun documento o atto amministrativo che potesse chiarire la situazione.
Il confronto si è quindi spostato su spiegazioni tecniche, riferimenti ad articoli e commi normativi, ma senza che venisse esibito concretamente l’atto di diffida.
Diversi cittadini hanno quindi chiesto che tale documento venisse reso pubblico, anche semplicemente pubblicandolo sui canali istituzionali del Comune.
La risposta è stata che la diffida non può essere pubblicata perché non rientra tra gli atti soggetti a pubblicazione all’albo pretorio. Il sindaco ha comunque annunciato l’intenzione di organizzare nelle prossime settimane un tavolo tecnico con Ferrovie dello Stato per affrontare la questione.
Il nodo della vicenda però resta soprattutto politico.
Perché quando un’associazione locale propose l’installazione di una semplice bacheca informativa per la promozione del territorio lungo un cammino, fu richiesto un iter completo con autorizzazione paesaggistica e tutta la documentazione prevista dai vincoli esistenti.
In quel caso le regole furono applicate con grande rigore.
Oggi invece assistiamo all’installazione di un palo alto circa 20 metri nel pieno centro del paese e, nonostante lo stesso Comune abbia dichiarato che non risulterebbero richieste autorizzazioni o pareri agli uffici comunali, pare che in questo caso – come si direbbe in una celebre commedia – sia tutto perfettamente in ordine.
È difficile non vedere in questa vicenda due pesi e due misure.
Per questo molti cittadini hanno parlato di una situazione che ricorda le vecchie commedie di Totò e Peppino De Filippo: scene a tratti surreali, dialoghi che cambiano di minuto in minuto e una trama che diventa sempre più difficile da seguire.
Ma nella vita pubblica, più che le battute, contano gli atti amministrativi.
Ed è proprio dagli atti che, prima o poi, si capirà come stanno davvero le cose.
Nel frattempo qualcuno tra i cittadini commenta con amara ironia:
“A Canistro forse l’acqua non ce l’abbiamo più… però in compenso siamo riusciti a montare il palo della cuccagna.”
Perché quando la realtà supera la satira, la risata resta… ma le domande dei cittadini restano ancora di più”.








