Avezzano. Anniversario del terremoto della Marsica, celebrazione Eucaristica. Il vescovo: affidiamo a Dio le vittime.
Nel Santuario della Madonna del Suffragio di Avezzano si è svolta, lunedì 13 gennaio, la Celebrazione Eucaristica in occasione del 111° Anniversario del Terremoto della Marsica, presieduta dal Vescovo Giovanni.
Alla liturgia hanno preso parte il Sindaco di Avezzano, numerose autorità civili e militari, i Padri Orionini e diversi sacerdoti della diocesi. Significativa e raccolta la partecipazione dei fedeli, riuniti in un luogo simbolo di memoria, preghiera e consolazione per l’intero territorio.
Nel corso dell’omelia, il Vescovo ha richiamato il valore profondo della commemorazione, sottolineando come «l’Eucaristia sia il gesto con cui la comunità affida a Dio le vittime del sisma, il dolore vissuto e la capacità di rinascita che ha contraddistinto il popolo marsicano».
Ripercorrendo la tragedia del 13 gennaio 1915, alle ore 7:53, ha ricordato la devastazione improvvisa che in pochi secondi cancellò interi paesi, provocando oltre 30.000 vittime e segnando in modo indelebile la storia della Marsica.
Il presule ha invitato a non fermarsi alla sola memoria della tragedia, ma a guardare quel dolore alla luce della fede, riconoscendo come proprio nelle macerie Dio abbia preparato un cammino di rinascita.
Commentando la prima lettura, tratta dal Primo libro di Samuele, ha messo in evidenza la figura di Anna, «donna ferita ma capace di affidare a Dio il proprio dolore, trasformandolo in preghiera fiduciosa». Un grido che il Vescovo ha accostato a quello della Marsica sepolta sotto le macerie, da cui, come per Anna, è potuta nascere una nuova fecondità.
Riflettendo sul Vangelo di Marco, il Vescovo ha poi evidenziato «l’autorità della parola di Gesù, una parola che libera e risana, capace di affrontare il male e vincerlo con l’amore.
Anche il terremoto, ha ricordato, non è stato un castigo divino, ma una prova nella quale sono emersi la solidarietà, la carità e la fede di un popolo».
In questo contesto si è inserito il richiamo alla figura di San Luigi Orione, «testimone luminoso di carità evangelica tra le macerie della Marsica». Il Vescovo ha ricordato l’opera instancabile del santo a favore degli orfani e dei più fragili, leggendo una toccante testimonianza storica che racconta l’impegno eroico di don Orione, giunto immediatamente nei luoghi del disastro per portare soccorso, conforto e speranza, divenendo segno concreto della presenza di Cristo.
«Non a caso – ha sottolineato il Vescovo – la celebrazione si è svolta nell’Istituto che porta il nome di San Luigi Orione: un luogo in cui la memoria diventa impegno e responsabilità per il presente».
Da qui l’auspicio che «la presenza della comunità orionina continui a custodire e trasmettere nel tempo l’eredità spirituale del santo». Concludendo, il Vescovo ha affidato al Signore le vittime del terremoto e l’intera comunità marsicana, invitando tutti a «custodire e trasmettere i valori di solidarietà, tenacia e fede che hanno permesso alla Marsica di rialzarsi». L’omelia si è chiusa con l’invocazione a Maria, Madonna del Suffragio, «perché continui a vegliare su questa terra ferita e risorta, affinché anche dalle prove più dure possano nascere vita, speranza e fraternità».








