Avezzano. Esplode la polemica politica ad Avezzano in vista delle prossime amministrative. Lorella Parisse, già coordinatrice della Lega nella Marsica, interviene con durezza contro i vertici regionali del partito, replicando alle recenti dichiarazioni del coordinatore della Lega Abruzzo, Vincenzo D’Incecco, in merito alle dimissioni del generale Roberto Vannacci.
Parisse contesta apertamente la linea del partito, definendo incoerente la richiesta di dimissioni per chi lascia la Lega a fronte di quanto sta accadendo nel panorama politico locale. Secondo l’ex coordinatrice, i vertici starebbero avallando un’operazione che tradisce il mandato elettorale del centrodestra.
«Leggo con stupore le parole di D’Incecco sull’obbligo di dimissioni per chi lascia il partito», dichiara Lorella Parisse. «Una posizione che appare tanto rigorosa quanto incoerente, specialmente se espressa da chi, ad Avezzano, sta avallando un tradimento politico senza precedenti ai danni degli elettori e dei candidati del centrodestra».
Al centro della critica c’è il presunto avvicinamento della Lega all’attuale sindaco Giovanni Di Pangrazio, una manovra che Parisse etichetta come un “inciucio” unico nella storia della città. L’ex coordinatrice sottolinea come il partito si fosse presentato come alternativa e ora si ritrovi in una coalizione dove anche il Partito Democratico parrebbe pronto a rinunciare al proprio simbolo per sostenere il medesimo progetto.
«Ci siamo candidati per offrire un’alternativa, oggi invece assistiamo alla Lega che va a braccetto con Di Pangrazio, in un quadro dove persino il PD rinuncerebbe al proprio simbolo per sostenere la medesima coalizione. Perché non si dimettono D’Incecco e il Sottosegretario Luigi D’Eramo dopo aver tradito il mandato dei cittadini di Avezzano? Sarebbe inoltre opportuno che D’Incecco e D’Eramo comunicassero chiaramente se il Segretario Matteo Salvini sia effettivamente a conoscenza dell’operazione di Avezzano da loro sponsorizzata».
L’analisi di Parisse si sposta poi sul piano territoriale, denunciando una disparità di trattamento tra le diverse province abruzzesi. Se a Chieti la Lega rivendica un candidato identitario, ad Avezzano avrebbe scelto di sposare il civismo di Di Pangrazio. Per l’esponente politica, si tratterebbe di una strategia orchestrata dall’Aquila per indebolire il peso politico della Marsica a favore di nuovi equilibri di potere.
«Mentre a Chieti la Lega chiede un candidato politico e identitario, ad Avezzano sposa il civismo di Di Pangrazio, una teoria costruita negli anni proprio contro i partiti. È evidente che esiste una strategia aquilana volta a ridimensionare il peso politico di Avezzano e della Marsica all’interno della provincia, sacrificando la coerenza del centrodestra sull’altare di equilibri di potere locali».
Il richiamo finale è alla responsabilità morale verso gli elettori. Parisse ribadisce che il tempo trascorso in amministrazione non giustifica la gravità dell’operazione politica in corso.
«Il fatto di amministrare da qualche mese o da un paio d’anni con l’attuale amministrazione non cancella la gravità di questa operazione politica. Prima di invocare dimissioni altrui, sarebbe opportuno che i vertici regionali guardassero in casa propria e rispondessero a una comunità che merita rispetto e chiarezza».








